AGI – È tutto pronto per l’attesissimo confronto televisivo tra i due candidati che a novembre si contenderanno la Casa Bianca, la vicepresidente democratica, Kamala Harris, e l’ex presidente repubblicano, Donald Trump. Il dibattito, trasmesso dalla Abc a partire dalle tre del mattino italiane, è uno snodo fondamentale di una campagna elettorale ancora incerta e una performance più incisiva rispetto all’avversario potrebbe rivelarsi fondamentale per spostare consensi in una sfida che la maggior parte dei sondaggi ritiene dall’esito ancora assai incerto.
A moderare ci saranno due giornalisti esperti: David Muir, 50 anni, inviato in zone di guerra e intervistatore in passato di Trump, e Linsey Davis, 46, reporter e conduttrice afroamericana, e autrice di libri per bambini. Secondo i media americani, Harris punterà sui diritti delle donne e attaccherà Trump sui suoi precedenti penali, a cominciare dalla condanna per 34 reati inflitta dal tribunale di New York per aver coperto uno scandalo sessuale, gli ricorderà il legame con la fondazione che ha stilato “Project 2025”, l’agenda per la svolta autoritaria del Paese in caso di vittoria dell’ex presidente, e il sostegno ai miliardari.
Il tycoon accuserà Harris di non aver fatto niente in questi tre anni e mezzo, di non aver risolto il problema migranti, di non essere riuscita ad abbassare il costo del carburante e dei generi alimentari e di aver cambiato idea, passando dalla linea “legge e ordine” dei tempi in cui era procuratrice generale della California a posizioni più liberal una volta diventata candidata. Kamala gli rinfaccerà di aver ordinato ai suoi di bloccare una legge che avrebbe messo in sicurezza i confini. Donald di avergli copiato le idee, a cominciare dalla detassazione delle mance ai camerieri.
La vicepresidente è attesa da una complessa prova di equilibrismo: da una parte dovrà confermare il suo appoggio al presidente Joe Biden, dall’altra dovrà riuscire allo stesso tempo a prenderne le distanze senza poter però segnare una rottura con l’eredità di un’amministrazione uscente della quale è la numero due. “Dovrà elogiare Biden per i risultati ottenuti – ha spiegato al New York Tires Bakari Sellers, commentatore politico Democratico – ma anche ammettere che il lavoro non è stato completato”. Biden, da parte sua, ha rivelato ai cronisti di aver parlato con Harris poche ore prima del dibattito e di averla trovata “tranquilla e serena”. “Sono sicuro che farà bene”, ha affermato.
AGI – È tutto pronto per l’attesissimo confronto televisivo tra i due candidati che a novembre si contenderanno la Casa Bianca, la vicepresidente democratica, Kamala Harris, e l’ex presidente repubblicano, Donald Trump. Il dibattito, trasmesso dalla Abc a partire dalle tre del mattino italiane, è uno snodo fondamentale di una campagna elettorale ancora incerta e una performance più incisiva rispetto all’avversario potrebbe rivelarsi fondamentale per spostare consensi in una sfida che la maggior parte dei sondaggi ritiene dall’esito ancora assai incerto.
A moderare ci saranno due giornalisti esperti: David Muir, 50 anni, inviato in zone di guerra e intervistatore in passato di Trump, e Linsey Davis, 46, reporter e conduttrice afroamericana, e autrice di libri per bambini. Secondo i media americani, Harris punterà sui diritti delle donne e attaccherà Trump sui suoi precedenti penali, a cominciare dalla condanna per 34 reati inflitta dal tribunale di New York per aver coperto uno scandalo sessuale, gli ricorderà il legame con la fondazione che ha stilato “Project 2025”, l’agenda per la svolta autoritaria del Paese in caso di vittoria dell’ex presidente, e il sostegno ai miliardari.
Il tycoon accuserà Harris di non aver fatto niente in questi tre anni e mezzo, di non aver risolto il problema migranti, di non essere riuscita ad abbassare il costo del carburante e dei generi alimentari e di aver cambiato idea, passando dalla linea “legge e ordine” dei tempi in cui era procuratrice generale della California a posizioni più liberal una volta diventata candidata. Kamala gli rinfaccerà di aver ordinato ai suoi di bloccare una legge che avrebbe messo in sicurezza i confini. Donald di avergli copiato le idee, a cominciare dalla detassazione delle mance ai camerieri.
La vicepresidente è attesa da una complessa prova di equilibrismo: da una parte dovrà confermare il suo appoggio al presidente Joe Biden, dall’altra dovrà riuscire allo stesso tempo a prenderne le distanze senza poter però segnare una rottura con l’eredità di un’amministrazione uscente della quale è la numero due. “Dovrà elogiare Biden per i risultati ottenuti – ha spiegato al New York Tires Bakari Sellers, commentatore politico Democratico – ma anche ammettere che il lavoro non è stato completato”. Biden, da parte sua, ha rivelato ai cronisti di aver parlato con Harris poche ore prima del dibattito e di averla trovata “tranquilla e serena”. “Sono sicuro che farà bene”, ha affermato.
AGI – È tutto pronto per l’attesissimo confronto televisivo tra i due candidati che a novembre si contenderanno la Casa Bianca, la vicepresidente democratica, Kamala Harris, e l’ex presidente repubblicano, Donald Trump. Il dibattito, trasmesso dalla Abc a partire dalle tre del mattino italiane, è uno snodo fondamentale di una campagna elettorale ancora incerta e una performance più incisiva rispetto all’avversario potrebbe rivelarsi fondamentale per spostare consensi in una sfida che la maggior parte dei sondaggi ritiene dall’esito ancora assai incerto.
A moderare ci saranno due giornalisti esperti: David Muir, 50 anni, inviato in zone di guerra e intervistatore in passato di Trump, e Linsey Davis, 46, reporter e conduttrice afroamericana, e autrice di libri per bambini. Secondo i media americani, Harris punterà sui diritti delle donne e attaccherà Trump sui suoi precedenti penali, a cominciare dalla condanna per 34 reati inflitta dal tribunale di New York per aver coperto uno scandalo sessuale, gli ricorderà il legame con la fondazione che ha stilato “Project 2025”, l’agenda per la svolta autoritaria del Paese in caso di vittoria dell’ex presidente, e il sostegno ai miliardari.
Il tycoon accuserà Harris di non aver fatto niente in questi tre anni e mezzo, di non aver risolto il problema migranti, di non essere riuscita ad abbassare il costo del carburante e dei generi alimentari e di aver cambiato idea, passando dalla linea “legge e ordine” dei tempi in cui era procuratrice generale della California a posizioni più liberal una volta diventata candidata. Kamala gli rinfaccerà di aver ordinato ai suoi di bloccare una legge che avrebbe messo in sicurezza i confini. Donald di avergli copiato le idee, a cominciare dalla detassazione delle mance ai camerieri.
La vicepresidente è attesa da una complessa prova di equilibrismo: da una parte dovrà confermare il suo appoggio al presidente Joe Biden, dall’altra dovrà riuscire allo stesso tempo a prenderne le distanze senza poter però segnare una rottura con l’eredità di un’amministrazione uscente della quale è la numero due. “Dovrà elogiare Biden per i risultati ottenuti – ha spiegato al New York Tires Bakari Sellers, commentatore politico Democratico – ma anche ammettere che il lavoro non è stato completato”. Biden, da parte sua, ha rivelato ai cronisti di aver parlato con Harris poche ore prima del dibattito e di averla trovata “tranquilla e serena”. “Sono sicuro che farà bene”, ha affermato.

