Lecce, 12 settembre 2024 – Doveva essere una bravata. Di più. Una sfida per “testare” la propria resistenza all’alcol, forse anche una challenge tra compagni da postare sui social. Di fatto si è rischiata la tragedia in un istituto superiore del Salento dove una 15enne è finita in ospedale dopo aver bevuto vodka. La ragazza, ora fuori pericolo, è stata dimessa. Ma resta da capire come sia accaduto il primo giorno di scuola e come sia stato possibile che il superalcolico sia arrivato in classe senza che nessuno se ne accorgesse.
Ma andiamo con ordine. La giovane, che frequenta il secondo anno delle superiori, si sarebbe divisa la bottiglia di vodka con i compagni di classe. Nelle borracce di acciaio, che in genere contengono acqua, sarebbe stato versato il superalcolico, sorseggiato durante le ore di lezione, fino a quando la ragazzina si è sentita male. La 15enne ha cominciato a vomitare in classe ed è stata quindi accompagnata in bagno, dove ha avuto un collasso. Il personale scolastico ha quindi chiamato il 118 e la studentessa è stata subito portata nel vicino ospedale dove è stata sottoposta ad analisi e a terapie per smaltire la grande quantità di alcol assunta
Dopo una giornata di ricovero la 15enne è stata dimessa, ma la vicenda non resta senza conseguenze. La procura per i minorenni di Lecce ha aperto un fascicolo, mentre la scuola sta facendo le sue verifiche per capire come siano andate realmente le cose. Anzitutto resta da capire chi abbia venduto alcol a minorenni o se la vodka fosse stata sottratta in casa da qualcuno di loro.
La dirigente scolastica ha ascoltato i compagni di classe della giovane finita in ospedale. Dal racconto è emerso che la 15enne avrebbe acquistato la bottiglia di vodka da un market vicino all’istituto scolastico che frequenta. Insieme a lei c’erano altri due compagni di classe che però non hanno avuto alcun malore causato per effetto del superalcolico. Sembra che i tre avessero intenzione di partecipare a una sfida social da riprendere col cellulare, secondo quanto rivelato dagli altri due compagni della 15enne, coinvolti nella bravata. I ragazzini avrebbero anche confessato di aver scelto la vodka perché incolore, per non essere scoperti.
La dirigenza dell’istituto ha disposto per gli studenti coinvolti un percorso di mentoring che li aiuti a capire quali sono le conseguenze fisiche e sociali dell’assunzione così precoce di alcolici. Disposta anche una serie di attività sociali nella scuola e di approfondimento personale insieme ai compagni di classe rispetto alle dipendenze dall’alcol.
Per evitare di essere scoperti, gli studenti hanno versato il superalcolico nelle borracce dell’acqua. La procura di Lecce ha aperto un fascicolo
Lecce, 12 settembre 2024 – Doveva essere una bravata. Di più. Una sfida per “testare” la propria resistenza all’alcol, forse anche una challenge tra compagni da postare sui social. Di fatto si è rischiata la tragedia in un istituto superiore del Salento dove una 15enne è finita in ospedale dopo aver bevuto vodka. La ragazza, ora fuori pericolo, è stata dimessa. Ma resta da capire come sia accaduto il primo giorno di scuola e come sia stato possibile che il superalcolico sia arrivato in classe senza che nessuno se ne accorgesse.
Ma andiamo con ordine. La giovane, che frequenta il secondo anno delle superiori, si sarebbe divisa la bottiglia di vodka con i compagni di classe. Nelle borracce di acciaio, che in genere contengono acqua, sarebbe stato versato il superalcolico, sorseggiato durante le ore di lezione, fino a quando la ragazzina si è sentita male. La 15enne ha cominciato a vomitare in classe ed è stata quindi accompagnata in bagno, dove ha avuto un collasso. Il personale scolastico ha quindi chiamato il 118 e la studentessa è stata subito portata nel vicino ospedale dove è stata sottoposta ad analisi e a terapie per smaltire la grande quantità di alcol assunta
Dopo una giornata di ricovero la 15enne è stata dimessa, ma la vicenda non resta senza conseguenze. La procura per i minorenni di Lecce ha aperto un fascicolo, mentre la scuola sta facendo le sue verifiche per capire come siano andate realmente le cose. Anzitutto resta da capire chi abbia venduto alcol a minorenni o se la vodka fosse stata sottratta in casa da qualcuno di loro.
La dirigente scolastica ha ascoltato i compagni di classe della giovane finita in ospedale. Dal racconto è emerso che la 15enne avrebbe acquistato la bottiglia di vodka da un market vicino all’istituto scolastico che frequenta. Insieme a lei c’erano altri due compagni di classe che però non hanno avuto alcun malore causato per effetto del superalcolico. Sembra che i tre avessero intenzione di partecipare a una sfida social da riprendere col cellulare, secondo quanto rivelato dagli altri due compagni della 15enne, coinvolti nella bravata. I ragazzini avrebbero anche confessato di aver scelto la vodka perché incolore, per non essere scoperti.
La dirigenza dell’istituto ha disposto per gli studenti coinvolti un percorso di mentoring che li aiuti a capire quali sono le conseguenze fisiche e sociali dell’assunzione così precoce di alcolici. Disposta anche una serie di attività sociali nella scuola e di approfondimento personale insieme ai compagni di classe rispetto alle dipendenze dall’alcol.

