Roma, 13 settembre 2024 – L’Europa costretta a razionare l’acqua nel 2050? E’ quanto ipotizza la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. E lo fa durante il suo discorso alla Dld Nature Conference a Monaco. Un effetto dei cambiamenti climatici che porterebbe “caldo asfissiante, inondazioni, all’estinzione di un terzo delle specie animali e alla diffusione di nuove malattie”.
epa11597951 European Commission President Ursula Von der Leyen opens the 2500th meeting of the College of Commissioners in Brussels, Belgium, 11 September 2024. The first formal meeting of the European Commission took place in Brussels on 16 January 1958 which was by then the European Economic Community (ECC). It was chaired by Walter Hallstein, President of the Commission of the European Economic Community. EPA/OLIVIER HOSLET
Uno scenario non così in là nel futuro, appena 25 anni. “Nel 2050 la splendida Monaco potrebbe essere una città molto diversa. Immaginate di trascorrere l’intera estate a temperature superiori ai 35 gradi. Immaginate di salire sull’Alter Peter per godervi uno dei migliori panorami della città. In una giornata limpida, potreste ancora vedere le cime delle Alpi dello Stubai e della Zillertal. Ma niente ghiacciai. Saranno un ricordo di un lontano passato. Il mondo del 2050, tra soli 25 anni, potrebbe essere uno di inondazioni e razionamento dell’acqua. Dove un terzo di tutte le specie si è estinto“. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla Dld Nature Conference a Monaco.
Marmolada, nel 2040 il ghiacciaio non esisterà più
“I miei nipoti potrebbero non sentire più i grilli in una notte d’estate. Invece, potrebbero affrontare nuove malattie, trasportate attraverso i continenti da zanzare invasive. Con tali prospettive, è naturale che i giovani siano turbati. E naturalmente chiedono un cambiamento. Perché non è troppo tardi per dare forma a un futuro diverso per loro. Non sarà facile. Ma sappiamo cosa serve. Dobbiamo seguire i pionieri delle nuove tecnologie e soluzioni. E investire decisamente nell’ingegno umano. Dobbiamo lasciar andare il vecchio ed esplorare il nuovo“, ha aggiunto.
Scomparsa dei ghiacciai, temperature elevate in estate, malattie ed estinzioni di diverse specie animali. Lo scenario disegnato dalla presidente della Commissione europea al Dld Nature Conference a Monaco
Roma, 13 settembre 2024 – L’Europa costretta a razionare l’acqua nel 2050? E’ quanto ipotizza la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. E lo fa durante il suo discorso alla Dld Nature Conference a Monaco. Un effetto dei cambiamenti climatici che porterebbe “caldo asfissiante, inondazioni, all’estinzione di un terzo delle specie animali e alla diffusione di nuove malattie”.
epa11597951 European Commission President Ursula Von der Leyen opens the 2500th meeting of the College of Commissioners in Brussels, Belgium, 11 September 2024. The first formal meeting of the European Commission took place in Brussels on 16 January 1958 which was by then the European Economic Community (ECC). It was chaired by Walter Hallstein, President of the Commission of the European Economic Community. EPA/OLIVIER HOSLET
Uno scenario non così in là nel futuro, appena 25 anni. “Nel 2050 la splendida Monaco potrebbe essere una città molto diversa. Immaginate di trascorrere l’intera estate a temperature superiori ai 35 gradi. Immaginate di salire sull’Alter Peter per godervi uno dei migliori panorami della città. In una giornata limpida, potreste ancora vedere le cime delle Alpi dello Stubai e della Zillertal. Ma niente ghiacciai. Saranno un ricordo di un lontano passato. Il mondo del 2050, tra soli 25 anni, potrebbe essere uno di inondazioni e razionamento dell’acqua. Dove un terzo di tutte le specie si è estinto“. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla Dld Nature Conference a Monaco.
Marmolada, nel 2040 il ghiacciaio non esisterà più
“I miei nipoti potrebbero non sentire più i grilli in una notte d’estate. Invece, potrebbero affrontare nuove malattie, trasportate attraverso i continenti da zanzare invasive. Con tali prospettive, è naturale che i giovani siano turbati. E naturalmente chiedono un cambiamento. Perché non è troppo tardi per dare forma a un futuro diverso per loro. Non sarà facile. Ma sappiamo cosa serve. Dobbiamo seguire i pionieri delle nuove tecnologie e soluzioni. E investire decisamente nell’ingegno umano. Dobbiamo lasciar andare il vecchio ed esplorare il nuovo“, ha aggiunto.

