Roma, 2 settembre 2024 – Non solo autovelox. Tra i nodi del nuovo codice della strada 2024 ora all’esame del Senato che il ministro Matteo Salvini ha promesso entro settembre, c’è il capitolo Ncc. La categoria chiede da tempo una revisione dell’articolo 85 comma 4 sul servizio di noleggio con conducente per il trasporto di persona, che provoca “almeno 2mila multe all’anno” per divieto di stazionamento – in controluce la concorrenza con i taxi -, nei conti di Francesco Artusa di Sistema trasporti, che rappresenta 1.500 aziende su 25mila (stima).
Che per questo definisce “storica” la sentenza emessa da un giudice di pace di Torino che ha accolto il ricorso di un Ncc.
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Ncc, la sentenza che può cambiare tutto
Ma che cosa dice il testo? E perché fioccano le multe? L’autista era stato multato “perché munito di autorizzazione Ncc sostava su posteggio su suolo pubblico nonostante in Torino ci fosse servizio taxi”. Nel ricorso il multato sosteneva di essersi fermato per esigenze fisiologiche e parlava di “l’illegittimità dell’atto impugnato per violazione e/o falsa applicazione dell’articolo 85 comma 4 del codice della strada”. Il giudice di pace ha accolto il ricorso soprattutto per un motivo, l’onere della prova spetta alla pubblica amministrazione.
Non solo. La sentenza mette anche per iscritto un altroelemento non così banale: “Il verbale contenente la contestazione del fatto è per buona parte graficamente incomprensibile”.
Le parole dell’associazione Ncc
“Per noi il principio fondamentale è il primo, che le amministrazioni devono provare quel che contestano. Ogni anno i verbali per questo articolo del codice sono migliaia, io da solo mi sono occupato di almeno duecento ricorsi. Questa sentenza di Torino è storica”. Resta la richiesta al governo di “riscrivere l’articolo 85. In un promo momento abbiamo avuto rassicurazioni dal governo. Ma per ora non è cambiato nulla”.
Francesco Artusa di Sistema trasporti, che rappresenta 1.500 aziende su 25mila: “Il giudice ci ha dato ragione. Cosa chiediamo al ministro Salvini”
Roma, 2 settembre 2024 – Non solo autovelox. Tra i nodi del nuovo codice della strada 2024 ora all’esame del Senato che il ministro Matteo Salvini ha promesso entro settembre, c’è il capitolo Ncc. La categoria chiede da tempo una revisione dell’articolo 85 comma 4 sul servizio di noleggio con conducente per il trasporto di persona, che provoca “almeno 2mila multe all’anno” per divieto di stazionamento – in controluce la concorrenza con i taxi -, nei conti di Francesco Artusa di Sistema trasporti, che rappresenta 1.500 aziende su 25mila (stima).
Che per questo definisce “storica” la sentenza emessa da un giudice di pace di Torino che ha accolto il ricorso di un Ncc.
Ncc, la sentenza che può cambiare tutto
Ma che cosa dice il testo? E perché fioccano le multe? L’autista era stato multato “perché munito di autorizzazione Ncc sostava su posteggio su suolo pubblico nonostante in Torino ci fosse servizio taxi”. Nel ricorso il multato sosteneva di essersi fermato per esigenze fisiologiche e parlava di “l’illegittimità dell’atto impugnato per violazione e/o falsa applicazione dell’articolo 85 comma 4 del codice della strada”. Il giudice di pace ha accolto il ricorso soprattutto per un motivo, l’onere della prova spetta alla pubblica amministrazione.
Non solo. La sentenza mette anche per iscritto un altroelemento non così banale: “Il verbale contenente la contestazione del fatto è per buona parte graficamente incomprensibile”.
Le parole dell’associazione Ncc
“Per noi il principio fondamentale è il primo, che le amministrazioni devono provare quel che contestano. Ogni anno i verbali per questo articolo del codice sono migliaia, io da solo mi sono occupato di almeno duecento ricorsi. Questa sentenza di Torino è storica”. Resta la richiesta al governo di “riscrivere l’articolo 85. In un promo momento abbiamo avuto rassicurazioni dal governo. Ma per ora non è cambiato nulla”.

