La vicenda Crosetto-Aise finisce al Copasir. Secondo quanto trapela, l’organo del Parlamento che esercita il controllo sull’operato dei servizi segreti italiani, terrà un ciclo di audizioni per approfondire quanto anticipato in esclusiva dal Fatto quotidiano: il verbale del colloquio tra il ministro della Difesa ed il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nel quale emergono critiche da parte del titolare del dicastero all’intelligence esterna.
Crosetto ha dichiarato a verbale al procuratore Cantone di non fidarsi molto dell’Aise e ritiene che il Servizio segreto per gli esteri non lo abbia informato su fatti importanti al punto da ipotizzare rischi per la sicurezza nazionale: “Non mi informa e nemmeno coopera“, ha dichiarato il ministro della Difesa. “Non ho notizie specifiche ma i miei rapporti con l’Aise in precedenza non erano particolarmente buoni perché ho contestato in più di un’occasione mancate informazioni al Ministero della Difesa che avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale”, ha sottolineato Crosetto. “Aggiungo senza voler lanciare accuse nei confronti di nessuno – aggiungeva il ministro – che ritengo che qualcuno mi abbia potuto anche considerare responsabile di mancate conferme in posizioni di vertice in società partecipate di Stato e mi riferisco a qualcuno che aveva avuto ruoli all’interno dell’Aise. Non so se gli esiti degli accertamenti che io ho chiesto di svolgere siano stati riferiti in sede politica”.
Era stato lo stesso Crosetto a chiedere di essere sentito, inviando una nota con allegati due articoli del Domani: uno dava la notizia del colloquio finalizzato all’assunzione sostenuto dalla moglie del ministro con l’Aise nel 2019-2020, il secondo riprendeva la notizia (data dal Fatto il giorno prima) della casa nella quale Crosetto viveva da mesi senza pagare (a sua detta per un inadempimento del locatore sui lavori di ristrutturazione) l’affitto al proprietario, il figlio dell’imprenditore Carmine Saladino, attivo con la MaticMind nel settore Difesa e CyberSecurity. Crosetto si rivolge a Perugia ipotizzando una connessione con il caso del finanziere Pasquale Striano e la presunta attività di dossieraggio svolta tramite accessi abusivi alle banche dati con le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.
L’articolo Il Copasir si occuperà della vicenda Crosetto-Aise: ciclo di audizioni dopo il verbale pubblicato dal Fatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
La vicenda Crosetto-Aise finisce al Copasir. Secondo quanto trapela, l’organo del Parlamento che esercita il controllo sull’operato dei servizi segreti italiani, terrà un ciclo di audizioni per approfondire quanto anticipato in esclusiva dal Fatto quotidiano: il verbale del colloquio tra il ministro della Difesa ed il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nel quale emergono critiche
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La vicenda Crosetto-Aise finisce al Copasir. Secondo quanto trapela, l’organo del Parlamento che esercita il controllo sull’operato dei servizi segreti italiani, terrà un ciclo di audizioni per approfondire quanto anticipato in esclusiva dal Fatto quotidiano: il verbale del colloquio tra il ministro della Difesa ed il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nel quale emergono critiche da parte del titolare del dicastero all’intelligence esterna.
Crosetto ha dichiarato a verbale al procuratore Cantone di non fidarsi molto dell’Aise e ritiene che il Servizio segreto per gli esteri non lo abbia informato su fatti importanti al punto da ipotizzare rischi per la sicurezza nazionale: “Non mi informa e nemmeno coopera“, ha dichiarato il ministro della Difesa. “Non ho notizie specifiche ma i miei rapporti con l’Aise in precedenza non erano particolarmente buoni perché ho contestato in più di un’occasione mancate informazioni al Ministero della Difesa che avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale”, ha sottolineato Crosetto. “Aggiungo senza voler lanciare accuse nei confronti di nessuno – aggiungeva il ministro – che ritengo che qualcuno mi abbia potuto anche considerare responsabile di mancate conferme in posizioni di vertice in società partecipate di Stato e mi riferisco a qualcuno che aveva avuto ruoli all’interno dell’Aise. Non so se gli esiti degli accertamenti che io ho chiesto di svolgere siano stati riferiti in sede politica”.
Era stato lo stesso Crosetto a chiedere di essere sentito, inviando una nota con allegati due articoli del Domani: uno dava la notizia del colloquio finalizzato all’assunzione sostenuto dalla moglie del ministro con l’Aise nel 2019-2020, il secondo riprendeva la notizia (data dal Fatto il giorno prima) della casa nella quale Crosetto viveva da mesi senza pagare (a sua detta per un inadempimento del locatore sui lavori di ristrutturazione) l’affitto al proprietario, il figlio dell’imprenditore Carmine Saladino, attivo con la MaticMind nel settore Difesa e CyberSecurity. Crosetto si rivolge a Perugia ipotizzando una connessione con il caso del finanziere Pasquale Striano e la presunta attività di dossieraggio svolta tramite accessi abusivi alle banche dati con le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.
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