di Roberto Gremmo – C’è più piemontesismo dall’altra parte del mondo che non in Italia dove la colonizzazione culturale minaccia di cancellare la nostra lingua e la nostra identità.Dei piemontesi d’Argentina, oltre tre milioni, si parlerà a
Muzzano biellese in via Rivetti alla locanda del cantone di mezzo venerdì 27 settembre alle ore 21 per iniziativa della Badia Piemont che ha invitato il dottor Eduardo Guasco. Ingresso libero.Tema poco noto ma interessante, e’ stato dimenticato per anni ed e’ arrivato all’opinione pubblica solo dopo l’elezione a Pontefice di Jorde “Gooanin” Bergoglio che in ogni occasione si vanta di essere un discendente di quei contadini piemontesi che dopo le devastanti guerre risorgimentali, per sfuggire alla miseria, salirono sui bastimenti e lavorarono sodo sotto le Ande e nella “pampa brinda”, fecero quasi tutti fortuna ma, e questo e’ il punto, non persero la loro lingua materna ed identitaria, disprezzata purtroppo da noi dal regime sabaudista, contrastata dal fascismo ed emarginata dalla società dei consumi e dell’omologazione.In effetti, in Sud America la nostra lingua gode di ampia diffusione e prestigio.Merito anche di una letteratura ricca e vivace, della presenza di decine di “Familie piemontesi” e dell’opera di validi studiosi.Ricordo fra loro soprattutto Francisco Tosco traduttore del “Martin Fierro” in piemontese e don Luis Rebuffo autore del dizionario castigliano-piemontese, per anni editore del giornale “Noiaitri” a Rosario e collaboratore malgrado le distanze anche dell’Union Piemonteisa” edita da Anna Sartoris.L’Argentina piemontesista e’ e resta un esempio vivo di difesa e valorizzazione della propria cultura e merita d’essere conosciuta.
di Roberto Gremmo – C’è più piemontesismo dall’altra parte del mondo che non in Italia dove la colonizzazione culturale minaccia di cancellare la nostra lingua e la nostra identità.Dei piemontesi d’Argentina, oltre tre milioni, si parlerà a Muzzano biellese in via Rivetti alla locanda del cantone di mezzo venerdì 27 settembre alle ore 21 per iniziativa della Badia Piemont che ha invitato il dottor Eduardo Guasco. Ingresso libero.Tema poco noto ma interessante, e’ stato dimenticato per anni ed e’ arrivato all’opinione pubblica solo dopo l’elezione a Pontefice di Jorde “Gooanin” Bergoglio che in ogni occasione si vanta di essere un
di Roberto Gremmo – C’è più piemontesismo dall’altra parte del mondo che non in Italia dove la colonizzazione culturale minaccia di cancellare la nostra lingua e la nostra identità.Dei piemontesi d’Argentina, oltre tre milioni, si parlerà a
Muzzano biellese in via Rivetti alla locanda del cantone di mezzo venerdì 27 settembre alle ore 21 per iniziativa della Badia Piemont che ha invitato il dottor Eduardo Guasco. Ingresso libero.Tema poco noto ma interessante, e’ stato dimenticato per anni ed e’ arrivato all’opinione pubblica solo dopo l’elezione a Pontefice di Jorde “Gooanin” Bergoglio che in ogni occasione si vanta di essere un discendente di quei contadini piemontesi che dopo le devastanti guerre risorgimentali, per sfuggire alla miseria, salirono sui bastimenti e lavorarono sodo sotto le Ande e nella “pampa brinda”, fecero quasi tutti fortuna ma, e questo e’ il punto, non persero la loro lingua materna ed identitaria, disprezzata purtroppo da noi dal regime sabaudista, contrastata dal fascismo ed emarginata dalla società dei consumi e dell’omologazione.In effetti, in Sud America la nostra lingua gode di ampia diffusione e prestigio.Merito anche di una letteratura ricca e vivace, della presenza di decine di “Familie piemontesi” e dell’opera di validi studiosi.Ricordo fra loro soprattutto Francisco Tosco traduttore del “Martin Fierro” in piemontese e don Luis Rebuffo autore del dizionario castigliano-piemontese, per anni editore del giornale “Noiaitri” a Rosario e collaboratore malgrado le distanze anche dell’Union Piemonteisa” edita da Anna Sartoris.L’Argentina piemontesista e’ e resta un esempio vivo di difesa e valorizzazione della propria cultura e merita d’essere conosciuta.
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