Dopo un felice esperimento che aveva visto la suite 701 al settimo piano del Garden Hotel Art, trasformata in uno speakeasy estemporaneo, il pensiero di convertire questa camera in qualcosa di diverso si è fatto definitivamente più concreto. Era il 2023, durante la Florence Cocktail Week, dove il successo per una vista privilegiata sui tetti e la condizione di essere in un cocktail bar riservato e intimo piacque più del previsto. Perché dunque non farne un cocktail bar permanente, con due terrazze affacciate su Piazza della Signoria e il Duomo, pochi posti al bancone e una proposta verticale sulla miscelazione?
Il Gruppo Lungarno Collection (alla guida di Hotel Lungarno, Gallery Hotel Art, Portrait Firenze e Hotel Continentale) non ci ha pensato due volte e nel giro di pochi mesi è nato 701 Rooftop Bar. L’accesso non è riservato esclusivamente agli ospiti dell’hotel e delle strutture del gruppo ma i posti sono limitati e, nonostante sia aperto da pochi mesi, il via vai è già costante. L’ingresso su strada segnala la presenza dell’insegna all’ultimo piano senza essere nemmeno così visibile ma questo non frena la curiosità dei tanti turisti desiderosi di ritagliarsi un angolo sopra i tetti fiorentini. L’atmosfera e il decoro sono stati pensati soprattutto in vista dei mesi freddi, dove l’appeal della terrazza potrebbe diminuire e la sicurezza di un ambiente confortevole e professionale aiuta a fidelizzare uno zoccolo di clientela locale e cittadina.
Dietro al bancone, un volto conosciuto della bar industry italiana e ormai personaggio chiave per la proposta beverage di gruppo Lungarno a Firenze, Sacha Mecocci. Dal 2018 a bordo del progetto Ferragamo, Head bartender per il Fusion Bar del Gallery Hotel Art per diversi anni, responsabile della proposta della terrazza dell’Hotel Continentale (altro indirizzo da salvarsi per la prossima sosta fiorentina), oggi Sacha si è spostato in terrazza, per lanciare il nuovo format. «Non abbiamo scelto volutamente un tema, o un fil rouge specifico, se non quello di offrire qualità in ogni drink» racconta Mecocci. «Abbiamo voluto creare un cocktail bar moderno ma fortemente legato al Classico – riferito al servizio così come alla tipologia di drink cui ci ispiriamo. Si è lavorato su ricette riconoscibili, in cui il bevitore assiduo così come l’occasionale potessero orientarsi, cambiando però ingredienti, tipologia di spirito, talvolta modalità di servizio».
«L’impianto del drink – se così possiamo chiamarlo – è rimasto invariato ma abbiamo giocato molto con gli ingredienti italiani, diversi home made, alcune texrtures». L’atmosfera che si respira ricalca i Gentlements’ Club inglesi, dove tanto al banco quanto ai tavoli, materiali come boiserie, rattan, legno scuro e cuoio contribuiscono a scaldare l’atmosfera creando un ambiente il più possibile intimo e avvolgente (specialmente dopo il tramonto). All’interno del menu, oltre a sette ricette signature, è presente una piccola selezione di Bitter shakerati – in un’ottica low abv e celebrativa dell’aperitivo italiano –, una selezione (insolita e molto apprezzata) di cocktail internazionali (Pina Colada, Batanga, Aviation, Nuclear Diquiri, Jungle Bird, Chilcano de Pisco) e qualche analcolico. Un’offerta pensata nell’ottica di un pubblico determinato a scegliere qualcosa di diverso da un classico Spritz, deciso ad ascoltare un consiglio e farsi orientare verso una proposta finalmente non banale, ben dosata ed equilibrata nei sapori. Un sincero ritorno all’amaricante e all’acido invece del dolce, alla persistenza del gusto e degli aromi in bocca.
Lontano dal classico format, perfetto in orario aperitivo o per una chiacchiera in solitaria con Sacha, passato l’orario di cena, 701 è un posto che – e nel tempo potremo valutarlo meglio – sembra essere riuscito a rompere una barriera, dando un’offerta di senso e ponderata. Ci sono aspetti su cui aggiustare il tiro ma le basi sono solide e la visione coerente. Affidarsi ai professionisti non è mai scontato, richiede quel passo indietro che non sempre proprietà e management sono disposti a fare, e riuscire a vincere questo scoglio porta risultati tangibili fin da primo Manhattan.
701Rooftop Bar – c/o Gallery Hotel Art, Vicolo dell’Oro, 5, 50123 Firenze FI
Courtesy photo Lungarno Collection
La più grande sfida della miscelazione negli alberghi riguarda la determinazione e le ambizioni dei piani alti, e qui al 701 Rooftop Bar lo sguardo su Firenze spazia sui tetti, con un cocktail in mano
Dopo un felice esperimento che aveva visto la suite 701 al settimo piano del Garden Hotel Art, trasformata in uno speakeasy estemporaneo, il pensiero di convertire questa camera in qualcosa di diverso si è fatto definitivamente più concreto. Era il 2023, durante la Florence Cocktail Week, dove il successo per una vista privilegiata sui tetti e la condizione di essere in un cocktail bar riservato e intimo piacque più del previsto. Perché dunque non farne un cocktail bar permanente, con due terrazze affacciate su Piazza della Signoria e il Duomo, pochi posti al bancone e una proposta verticale sulla miscelazione?
Il Gruppo Lungarno Collection (alla guida di Hotel Lungarno, Gallery Hotel Art, Portrait Firenze e Hotel Continentale) non ci ha pensato due volte e nel giro di pochi mesi è nato 701 Rooftop Bar. L’accesso non è riservato esclusivamente agli ospiti dell’hotel e delle strutture del gruppo ma i posti sono limitati e, nonostante sia aperto da pochi mesi, il via vai è già costante. L’ingresso su strada segnala la presenza dell’insegna all’ultimo piano senza essere nemmeno così visibile ma questo non frena la curiosità dei tanti turisti desiderosi di ritagliarsi un angolo sopra i tetti fiorentini. L’atmosfera e il decoro sono stati pensati soprattutto in vista dei mesi freddi, dove l’appeal della terrazza potrebbe diminuire e la sicurezza di un ambiente confortevole e professionale aiuta a fidelizzare uno zoccolo di clientela locale e cittadina.
Dietro al bancone, un volto conosciuto della bar industry italiana e ormai personaggio chiave per la proposta beverage di gruppo Lungarno a Firenze, Sacha Mecocci. Dal 2018 a bordo del progetto Ferragamo, Head bartender per il Fusion Bar del Gallery Hotel Art per diversi anni, responsabile della proposta della terrazza dell’Hotel Continentale (altro indirizzo da salvarsi per la prossima sosta fiorentina), oggi Sacha si è spostato in terrazza, per lanciare il nuovo format. «Non abbiamo scelto volutamente un tema, o un fil rouge specifico, se non quello di offrire qualità in ogni drink» racconta Mecocci. «Abbiamo voluto creare un cocktail bar moderno ma fortemente legato al Classico – riferito al servizio così come alla tipologia di drink cui ci ispiriamo. Si è lavorato su ricette riconoscibili, in cui il bevitore assiduo così come l’occasionale potessero orientarsi, cambiando però ingredienti, tipologia di spirito, talvolta modalità di servizio».
«L’impianto del drink – se così possiamo chiamarlo – è rimasto invariato ma abbiamo giocato molto con gli ingredienti italiani, diversi home made, alcune texrtures». L’atmosfera che si respira ricalca i Gentlements’ Club inglesi, dove tanto al banco quanto ai tavoli, materiali come boiserie, rattan, legno scuro e cuoio contribuiscono a scaldare l’atmosfera creando un ambiente il più possibile intimo e avvolgente (specialmente dopo il tramonto). All’interno del menu, oltre a sette ricette signature, è presente una piccola selezione di Bitter shakerati – in un’ottica low abv e celebrativa dell’aperitivo italiano –, una selezione (insolita e molto apprezzata) di cocktail internazionali (Pina Colada, Batanga, Aviation, Nuclear Diquiri, Jungle Bird, Chilcano de Pisco) e qualche analcolico. Un’offerta pensata nell’ottica di un pubblico determinato a scegliere qualcosa di diverso da un classico Spritz, deciso ad ascoltare un consiglio e farsi orientare verso una proposta finalmente non banale, ben dosata ed equilibrata nei sapori. Un sincero ritorno all’amaricante e all’acido invece del dolce, alla persistenza del gusto e degli aromi in bocca.
Lontano dal classico format, perfetto in orario aperitivo o per una chiacchiera in solitaria con Sacha, passato l’orario di cena, 701 è un posto che – e nel tempo potremo valutarlo meglio – sembra essere riuscito a rompere una barriera, dando un’offerta di senso e ponderata. Ci sono aspetti su cui aggiustare il tiro ma le basi sono solide e la visione coerente. Affidarsi ai professionisti non è mai scontato, richiede quel passo indietro che non sempre proprietà e management sono disposti a fare, e riuscire a vincere questo scoglio porta risultati tangibili fin da primo Manhattan.
701Rooftop Bar – c/o Gallery Hotel Art, Vicolo dell’Oro, 5, 50123 Firenze FI
Courtesy photo Lungarno Collection

