”Con l’acquisto a questi livelli, le ricadute per una famiglia media ammontano a +346,50 euro annui”, che sommate agli effetti della crescita dei prezzi nei mesi scorsi porta il totale dell’anno a’ ‘una stangata” di 2.970,35 euro a famiglia. E’ la stima dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, dopo la diffusione dei dati Istat sull’inflazione. ”Aggravi che hanno inciso fortemente sulle scelte delle famiglie, non solo in tema di vacanze, e che sono destinati a peggiorare nei prossimi mesi”, secondo l’associazione dei consumatori. Un conto che prende in considerazione la spesa complessiva per le bollette, la Tari, il riscaldamento, il materiale scolastico e la salute.
”Di fronte a importi così elevati, cresce il numero di rinunce che le famiglie sono costrette ad operare”, secondo Federconsumatori. ”Rinunce che, in assenza di provvedimenti immediati per sostenere le famiglie e il loro potere di acquisto, rischiano di riportare gravi ripercussioni sul nostro sistema economico, abbattendosi sulla domanda interna e, quindi, sull’intero sistema produttivo. Per questo è indispensabile che il Governo adotti serie e misure incisive a favore delle famiglie”. Secondo l’associazione ”un’attenzione particolare dovrà essere rivolta alle famiglie che si trovano in maggiore difficoltà, attraverso: la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo; la promessa e mai realizzata riforma delle accise e degli oneri di sistema su beni energetici e carburanti; la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e una determinata azione di contrasto alla povertà alimentare; la disposizione di maggiori aiuti per affrontare le spese relative alla scuola; l’avvio di misure per riequilibrare le disuguaglianze esistenti, prima di tutto attraverso un rinnovo dei contratti, una giusta rivalutazione delle pensioni, la resa strutturale del taglio fiscale del cuneese e una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i redditi medio-bassi e non a sostenere soltanto i redditi da lavoro autonomo e quelli più elevati”. (
”Con l’acquisto a questi livelli, le ricadute per una famiglia media ammontano a +346,50 euro annui”, che sommate agli effetti della crescita dei prezzi nei mesi scorsi porta il totale dell’anno a’ ‘una stangata” di 2.970,35 euro a famiglia. E’ la stima dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, dopo la diffusione dei dati Istat sull’inflazione. ”Aggravi che hanno inciso fortemente sulle scelte delle famiglie, non solo in tema di vacanze, e che sono destinati a peggiorare nei prossimi mesi”, secondo l’associazione dei consumatori. Un conto che prende in considerazione la spesa complessiva per le bollette, la Tari, il riscaldamento, il materiale scolastico e
”Con l’acquisto a questi livelli, le ricadute per una famiglia media ammontano a +346,50 euro annui”, che sommate agli effetti della crescita dei prezzi nei mesi scorsi porta il totale dell’anno a’ ‘una stangata” di 2.970,35 euro a famiglia. E’ la stima dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, dopo la diffusione dei dati Istat sull’inflazione. ”Aggravi che hanno inciso fortemente sulle scelte delle famiglie, non solo in tema di vacanze, e che sono destinati a peggiorare nei prossimi mesi”, secondo l’associazione dei consumatori. Un conto che prende in considerazione la spesa complessiva per le bollette, la Tari, il riscaldamento, il materiale scolastico e la salute.
”Di fronte a importi così elevati, cresce il numero di rinunce che le famiglie sono costrette ad operare”, secondo Federconsumatori. ”Rinunce che, in assenza di provvedimenti immediati per sostenere le famiglie e il loro potere di acquisto, rischiano di riportare gravi ripercussioni sul nostro sistema economico, abbattendosi sulla domanda interna e, quindi, sull’intero sistema produttivo. Per questo è indispensabile che il Governo adotti serie e misure incisive a favore delle famiglie”. Secondo l’associazione ”un’attenzione particolare dovrà essere rivolta alle famiglie che si trovano in maggiore difficoltà, attraverso: la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo; la promessa e mai realizzata riforma delle accise e degli oneri di sistema su beni energetici e carburanti; la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e una determinata azione di contrasto alla povertà alimentare; la disposizione di maggiori aiuti per affrontare le spese relative alla scuola; l’avvio di misure per riequilibrare le disuguaglianze esistenti, prima di tutto attraverso un rinnovo dei contratti, una giusta rivalutazione delle pensioni, la resa strutturale del taglio fiscale del cuneese e una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i redditi medio-bassi e non a sostenere soltanto i redditi da lavoro autonomo e quelli più elevati”. (

