FIRENZE _ Nel cuore della Terra. La terza edizione di “Fabbrica Europa” indica l’essenza stessa del nostro Pianeta. Guardando a quelle forze generative che la abitano oltre il tempo e la storia, oltre gli stereotipi e i pregiudizi. Un tracciato trasversale che è “rappresentato da presenze femminili visionarie, protagoniste sulla scena con la potenza, la profondità e la spiritualità delle figure archetipiche o con l’intensità del segno sociale, politico e culturale più attuale”. Ecco quindi che per la sua trentesima edizione in diversi luoghi della città di Firenze, per oltre un mese -dall’8 settembre al 12 ottobre- il festival costruisce le sue basi praticando i linguaggi della contemporaneità, intesa come “una visione dalle radici forti ma con uno sguardo rivolto al futuro”. Questi il luoghi che ospiteranno spettacoli, live, opere site specific e incontri: il Parc, Performing Arts Research Centre, Manifattura Tabacchi, Museo Novecento, Palazzina Reale, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Cantiere florida, La Compagnia, Tenax.
Sarà anche un modo per conoscere lo stato di salute delle arti performative in virtà della contemporanea presenza dei maestri e degli emergenti in campo nazionale ed internazionale. Artisti che “attraverso linguaggi multidisciplinari compositi, ibridi, raccontando dell’oggi fragilità e sfide, evocano identità, ritualità e segni del passato che aiutano a mettere in discussione il presente”.
Non a caso simbolicamente come apertura alla Palazzina Reale è stata scelta quella performance, “Domani”, inventata da Romeo Castellucci (e presentata lo scorso anno in prima assoluta alla Biennale Teatro di Venezia) sulle musiche del suo fedele partner Scott Gibbons e le azioni della performer brasiliana Ana Lucia Barbosa che si muove a tentoni in uno spazio amplissimo “spazzandolo” con un ramo lunghissimo nella cui estremità è collocata una scarpa. “Domani” è quindi da intendersi come “una figura del tempo incapace di elaborare il trauma, di fare i conti con la nuova cosmologia che ha messo in crisi l’andamento progressivo della freccia del tempo. La cesura del presente è l’unico intervallo saturabile”.
Elisabeth Schwartz danza “Isadora Duncan” della quale è una profonda conoscitrice. La coreografia è di Jerome Bel ispiratosi alla biografia “Ma Vie” (fotografia di Camille Blake)
Jerome Bel coreografo residente a Parigi ma attivo in tutto il mondo è un attento studioso della storia coreografica e grande osservatore delle coinvenzioni spettacolari, per Elisabeth Schwartz ha costruito il suo omaggio a “Isadora Duncan” basandosi sul racconto autobiografico di questa celebre danzatrice, “Ma Vie” pubblicata nel 1928. Fa così rivivere la “memoria della danza libera associando il sapere coreografico all’esperienza dello spettacolo”.
“Land is the question, the answer is land”: “La terra è la domanda, la risposta è la terra”. Questo è l’incipit di una poesia che la coreografa e filmaker norvegese di origine Sami, Elle Sofe Sara ha scoperto tempo fa parte di un’opera di Jenni Laiti, Niillas Holberg e Outi Piesku e d è diventata l’occasione per costruire una esperienza di danza e yolk (i canti tradizionali del popolo Sami che vive ai confini tra Norvegia, Finlandia e Russia) dove la terra e la natura fossero i temi principali della creazione coreografica. La ricerca multidisciplinare di questa artista è infatti “legata alla memoria e alla saggezza degli antenati, è incentrata sul senso di comunità, sulle migrazioni, sul nomadismo, sull’importanza della salvaguardia dell’ambiente”. Lo spettacolo si intitola “Vástádus eana- The answer is land” (14 settembre al Teatro del Maggio Fiorentino, ore 20).
“Speaking cables” di Agnese Banti (14 e 15 settembre alle ore 18 al Museo Novecento) è un dispositivo aperto che, “attraverso la combinazione delle sue cellule compositive in continua evoluzione, permette diverse possibilità drammaturgiche in relazione allo spazio scenico, acustico e al pubblico”. La sua ricerca alterna monologhi e cori, dialoghi e silenzi con una coreografia che guarda a esperienze di “Sound art” .
Il giovane coreografo Francesco Marilungo presenta a Firenze la sua già collaudata coreografia per cinque danzatrici,“Stuporosa”, basata sulle sue ricerche sulle figure delle prefiche o “lamentatrici” e all’istituto del pianto funebre “ un patrimonio di parole, gesti e suoni che media la trasfigurazione simbolica della morte umana. Lo spettacolo investiga anche le dinamiche di potere che intercorrono tra individuo e società all’interno di un contesto rituale” (16 e 17 settembre al Museo Novecento alle ore 18)
Una scena collettiva dello spettacolo “The Answer is land” sulle tradizioni del popolo Sami che vive ai confini tra Norvegia, Finlandia e Russia della coreografa e cineasta Elle Sofe Sara (fotografia di Antero Hein)
Le Mappe del nuovo mondo è una piattaforma dedicata alla nuova scena performatica dove gli artisti più giovani possono mostrae i frutti del loro lavoro di ricerca. In particolare negli spazi di Manifattura Tabacchi, Parc, Teatro Florida vengono mostrati i processi e e gli esiti creativi. Per la musica, dedicato al rapporto tra suono e ambiente è dedicato “Rizotronica” percorso didattico sperimentale che ha coinvolto gli studenti della scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Lugi Cherubini di Firenze (14 settembre ore 19 al Parc). Ad Addis Abeba è nato il progetto Kutu con l’incontro del violinista e improvvisatore francese Théo Ceccaldi e la cantante di origine etiope Hewan Geberewold. I due costruiscono ua perfomance fatta da ritmi etiopi, slanci vocali ed energia rock. Al termine il dj set di Clap! Clap pioniere dell’etno elettronica (15 settembre Manifattura Tabacchi, alle ore 22).
Nello stesso spazio l’indomani alle ore 20 è di scena la danza del Collettivo CGJ, cioè Giulio Petrucci e Jari Boldrini in “Fuego”, una connessione di ritmo e dinamiche con un moduli coreografici dove “le azioni del corpo si intrecciano al tessuto sonoro per produrre l’innesco di una composizione che trova, nella ripetizione e moltiplicazione di traiettorie, sequenze e scambi d’informazione, uno spazio e un tempo che si dilatano e si contraggono oltre i margini codificati”. A seguire (alle ore 21) Flavia Zaganelli nella coreografia “In elettrica/ecosìstema” indaga la relazione che intercorre tra corpi visibili e invisibili utilizzando i linguaggi della musica elettronica.
Nella stessa giornata (alle 22) e in replica il giorno successivo (17 settembre alle 10) al Parc Giacomo Lilliù/Collettivo Ønar allestiscono “WOE/ Wastage of Events , un’opera ibrida, in presenza e su Twitch. Un performer con equipaggiamento di Realtà Virtuale compie la perlustrazione in una realtà virtuale fatta di spazi disabitati mentre un soun artist sonorizza gli ambienti.
Un’immagine d’insieme della coreografia ideata per cinque danzatrici “Stuporosa” dal giovane coreografo Francesco Marilungo di scena al Museo Novecento di Firenze (Fotografia di Luca Del Pia)
La Compagnia Michele Ifigenia/Tyche presenta due lavori ispirati a Dioniso e Apollo: “Citerone” e “Cuma”. Il primo si ispira alle “Baccanti” di Euripide, il secondo alla Sibilla dove viene ricostruita la figura della profetessa di Apollo (17 settembre alle ore 22 al Teatro Florida).
Margherita Landi e Agnese Lanza propongono l’esito di un workshop sul tema dell’assenza in “Embodying absence”. Il progetto coreografico lavora sull’apprendimento in tempo reale di una partitura di movimento da un visore di Realtà Virtuale, per poi abitare i vuoti di memoria di ciò che è stato appreso (Manifattura Tabacchi 17 settembre ore 20).
Si chiama “Trascendente Artificiali”, creazione di danza site specific derivata da un laboratorio ed è diretta da Cecilia Lentini che l’ha ambientata nel mondo sonoro di Semionauta (19 settembre alla Manifattura Tabacchi, ore 22).
“Solo in due” si intitola il racconto coreografico del duo formato da Eleonora Chiocchini e Francoise Parlanti. Una narrazione frammentaria che “mira a disorientare lo spettatore la cui percezione è pervasa dal dubbio di osservare l’intimo racconto di due donne o forse di una donna sola. L’equivoco è dominante. Il lavoro coreografico si costruisce gradualmente: aspettare qualcosa, qualcuno o forse semplicemente vivere, accogliendo ciò che la sua solitudine suggerisce” (Il 19 settembre al Teatro Florida alle ore 21).
“Il Bisonte” è una videoinstallazione dell’iraniano Bizhan Bassiri che costruisce l’ambiente sonoro di Stefano Taglietti nella rappresentazione della natura che si rigenera in “Inesorabilmente Una Via” di Yoy Performing Arts (20, settembre alle ore 20 alla Manifattura Tabacchi).
“Under the influence” è il tentativo di ricostruzione dopo un crollo. La coreografia di Gianmaria Borzillo mostra un risveglio per personaggi dormienti (Elena Giannotti e Matteo Ramponi) e in “conflitto con il vuoto che li abita” (20 settembre al Teatro Florida alle ore 21).
Un momento di “Cuma” ispirato alla Sibilla a cura della compagnia Michele Ifigenia/Tyche. L’altra coreografia presente a Firenze è “Citerone” ispirato dalle “Baccanti” (fotografia di Alessandra Stanghini)
La danzatrice greca Elena Antoniou in “Landscape” spinge il suo corpo a diventare un paesaggio, sull’onda dell’affermazione del poeta Charles Wright (“Tutti i paesaggi sono autobiografici”), In questo caso gli sguardi degli spettatori sono elementi fondamentali in questa coreografia in cui la danzatrice greca rivela le proprie esperienze personali sovaesponendo “gioiosamente il corpo femminile – un corpo politico – e sfida il perimetro della rappresentazione, invitando e provocando abilmente lo sguardo del pubblico” (21 settembre al Tenax alle ore 21).
Il 22 settembre alla Palazzina Reale, alle ore 22 concerto della musicista e cantautrice gallurese Daniela Pes, artista che sfugge alle etichette, vincitrice lo scorso anno della prestigiosa Targa Tenco. A “Fabbrica Europa” Daniela Pes presenterà il repertorio del suo primo album “Spira” prodotto da Iosonouncane.
“Welcome to my funeral” è la coreografia -coprodotta da Fabrica Europa– che Brandon Lagaert, già collaboratore della visionaria compagnia Peeping Tom ha costruito per la compagnia di Equilibrio Dinamico Dance Company. La performance si focalizza sui confini sempre più sfumati fra mondo reale e virtuale, indagando come “la tecnologia stia cambiando completamente le modalità di interazione con gli altri e con il mondo che ci circonda grazie al feedback tattile, all’intelligenza artificiale e agli algoritmi che acquisiscono informazioni dalle persone tramite i loro input” (Teatro Florida, 24 settembre, alle ore 19,30 e 21)
Il coreografo Philippe Kratz prende ispirazione dalla fiaba di Hans Christian Andersen per costruire la sua coreografia “Red Shoes” ideata per il Nuovo Balletto di Toscana (debutterà il 19 ottobre a Trento) e a Firenze in residenza creativa al Parc. Il “Focus sulla creazione” è un’occasione per aprire al pubblico i passaggi di una ricerca artistica (25-29 settembre alle ore 17 al Parc).
“Welcome to my funeral”, coreografia di Brandon Lagaert disegnata espressamenteper Equilibrio Dinamico Dance Company sui confini tra reale e virtuale (Fotografia di Stefano Sasso)
“Beat Forward” è la coreografia di Igor Urzelai e Moreno Solinas hanno costruito assieme ai danzatori di Collettivo Mine. Al centro la voglia e il piacere di ballare sul ritmo di una colonna elettronica techno (Il 27 settembre alle ore 21 al Tenax).
Al Tenax, il 28 settembre alle ore 22, spazio a Lorenzo Senni, musicista e compositore. Si interessa da anni di trance, hardstyle, hard trance e altri fenomeni musicali della cultura rave. Nei suoi pezzi del progetto “Persona” si trovano “forme illuminate di musica sperimentale, noise e abstract computer music sviluppate attorno a una sua versione di tensione emozionale e teatralità”.
“Coefore Rock&Roll” è una delle ultime creazioni del coreografo Enzo Cosimi. La scenografia richiama a un universo onirico infantile. L’impalcatura scenica unisce “testo, visione, azione performativa in una drammaturgia liquida e poetica. Nella forma ibrida del lavoro, il linguaggio si apre a uno sconfinamento verso altre discipline in un’azione coreografica dalla costruzione orizzontale ed espansa”( Teatro Florida 29, settembre alle ore 21).
In “Eternally Frozen” il musicista e compositore Andrea Belfi propone una serie di composizioni che “nascono dall’utilizzo del canone, un’antica tecnica in cui una melodia è imitata da una o più parti in specifici intervalli di tempo, ricreando un ciclo infinito di ripetizioni. L’opera si ispira all’immagine del Deprong Mori, un pipistrello che secondo la mitologia era in grado di piegare gli atomi e volare attraverso la materia solida”. (Il 30 settembre al Parc alle ore19).
Stefano Tamborrino è un popolare batterista di notevole bagaglio tecnico però allergico da etichette e limitazioni. Il suo progetto si chiama Don Karate e propone a Fabbrica Europa un set intitolato “Space Foresta”. Al suo fianco due jazzisti assai conosciuti come Pasquale Mirra al vibrafono e Francesco Ponticelli al basso elettrico (Il 30 settembre alle ore 22 al Parc).
La voglia e il piacere del ballo al ritmo di una dance elettronica techno il cuore di “Beat Forward” coreografia di Igor Urzelai e Moreno Solinas danzata dal Collettivo Mine (Fotografia di Luca Del Pia)
Dai suoni di un luogo alla musica che gli è stata suggerita dallo spazio investigato in “Promenade. Documentario sonoro sul parco”da Valerio Vigliar che ha compiuto delle passeggiate per registrare l’ambiente sonoro del Parco delle Cascine. L’opera finale è una vero documentario sonoro dove voci e musiche sisommano a manipolazioni anche estreme. (Il 1 ottobre alle ore 18 al Parc).
Un altro viaggio, piuttosto letterario, tra le pagine di “Zio Vanja” di Anton Cechov sono quelle proprosta in “Sonja”, coreografia della compagnioa Tardito/Rendina che evoca il mondo e l’amore non corrisposto di una donna “dai delicati moti dell’anima”. La loro è una danza “discreta, mai didascalica, una poesia corporea che si carica di espressività, significati profondi, sfumature psicologiche, ricordi condivisi, capaci di restare nella memoria e nelle emozioni” (Il 1 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
E’ una “Variazione su Giona” la seconda riflessione danzata che prende le mosse dal libro del Profeta Giona della Bibbia, nella coreeografia di Julie Ann Anzilotti (Compagnia Xe) su musiche originali di Steven Brown e Luc Van Lieshout interpretate da Paola Bedoni e Paolo Piancastelli. Scrive Anzilotti: “la fragilità di Giona mi è risultata da subito simpatica e vicina. Ho trovato molto umano il suo personaggio: benché fosse coraggioso, un profeta, un uomo di Dio, aveva anche piccolezze e lati infantili che mi avvicinavano a lui” (il 3 ottobre al Teatro Florida alle ore 19).
Due solo di due di giovani e bravi coreografi francesi in una sola serata. La prima è Leila Ka in “Se faire belle” mostra “un corpo, vulnerabile e al contempo sfrontato, che come un leone in gabbia si dibatte in un tentativo di rivolta e ribellione e in un irrefrenabile e indomabile desiderio di libertà. Su un palco spoglio, accompagnata da un crescendo di elettronica, urla forte e chiaro il suo bisogno di esultare”.
La Compagnia Xe diretta dalla coreografa Julie Ann Anzilotti presenta a “Fabbrica Europa” la coreografia “Variazione du Giona” con musiche di Steven Brown e Lux Van Lieshout (fotografia di Lucia Baldini)
Alexandre Fandard in “Comme un symbole” disegna invece un ritratto in cui mette a nudo la figura di un “balieusard”, cioè un delinquente, potenziale terrorista, eterno straniero tra paura ed emarginazione. Vestito con i colori della bandiera francese, Fandard fa del giovane delle periferie “un simbolo fatto d’oro e di stigmate, malmenato in tutti i sensi, come fosse sacrificato” (Il 4 ottobre alle ore 21 alla Palazzina Reale).
Restando in terra di Francia ecco “Shamanes” ultimo live della compositrice, batterista e cantante Anne Paceo dove la musicista “spazia dagli esorcismi di Bali alle cerimonie vudu di Haiti, dai canti divinatori siberiani ai rituali del candombe, la musicista non cerca di riprodurre le sue fonti quanto piuttosto di usarle come ispirazione per una musica senza confini” (Il 5 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
“Future Tradizioni” è il titolo del dj set che richiama l’iniziativa ideata da La Scena Muta che mette assieme studiosi, dj e producer con un grande obiettivo: dare alla musica tradizionale italiana un posto di tutto rispetto tra le musiche del mondo. (il 5 ottobre alle ore 19 al Parc)
Ancora musica l’indomani 6 ottobre, con il concerto del tunisino, Dhafer Youssef, grande suonatore di oud (liuto arabo) molto attivo nella scena jazz europea e sempre intento a lavorare in collaborazione con musicisti sperimentatori come il chitarrista norvegese Elvind Aarset uno dei protagonisti della attuale scena musicale nordica con il quale Dhafer presenterà il repertorio del suo ultimo album “Streets of Minarets” (6 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
Il giovane coreografo e danzatore francese Alexandre Fandard disegna in “Comme un symbole” la figura di un ragazzo di una banlieu francese (Foto grafia di Benedicte Rmfjord)
“Ima” è un termine giapponese che significa “il momento presente”, mentre in aramaico ed ebraico vuole dire “madre”. Ima è il quintetto immaginato durante la pandemia da Sofia Nappi nel momento in cui la coreografa e i danzatori della Compagnia Komoco si sono ritrovati soli all’interno delle proprie case. “Una condizione che ha permesso di percepire che tutto, dentro e intorno, non si è fermato, ma è in continuo divenire e che la danza può trasformarsi in interconnessione universale” (Il 7 ottobre alle ore 21 e l’8 ottobre alle ore 18 al Teatro Florida).
Da Firenze a Reggio Calabria dove dal 12 settembre si apre la rassegna “Epic”, acronimo di Esperienze Performative di Impegno Civile, allestita da Mana Chuma Teatro in collaborazione con il Parco diffuso della Conoscenza e del Benessere di Pellaro che ospiterà tutti gli spettacoli.
Si parte alle 21,30 con il primo studio de “Il Monte Aspro” dell’attore Fabrizio Ferracane col’attore e codirettore di Mana Chuma Salvatore Arena, regia di Massimo Barilla con musiche originali eseguite dal vivo da Luigi Polimeni. Lo spettacolo con la drammaturgia di Gioacchino Criaco prende ispirazione dalla letteratura calabrese (da Saverio Strati allo stesso Criaco fino a Umberto Zanotti Bianco) come momento di riflessione e percorso di ricerca percorso di “rilettura critica dei processi storico-sociali e antropologici che hanno segnato le vicende della gente d’Aspromonte”.
L’attore Ciro Masella al festival “Eric”di Reggio Calabria curato da Mana Chuma Teatro presenta “Novecento ” di Baricco (Fotografia di Gianfranco Becherini)
L’indomani sarà lavolta del bravo attore Ciro Masella con il reading “Novecento” di Alessandro Baricco. E’ la vicenda del più grande pianista che abbia solcato l’oceano esibendosi in concerto a bordo del transatlantico “Virginian” . Il racconto parla “del nostro tempo, entrandoci sotto pelle e nelle pieghe dell’anima”.
Domenica 15 spazio a Pietro Del Soldà, scrittore e conduttore di Radio 3 che salirà sul palco con “Apologia dell’avventura” (la regia è di Manfredi Rutelli), adattamento teatrale del librodello stesso soldà “La vita fuori di sé. Una filosofia dell’avventura” con le musiche originali eseguite dal duo Interiors composto dai musicisti Valerio Corzani ed Erica Scherl. Uno spettacolo che “porta in scena una profonda riflessione sull’essere umano, offrendo al pubblico la chiave giusta per riscoprire la spinta all’avventura come esperienza decisiva per conoscere noi stessi in un periodo storico dominato da un individualismo sfrenato, dalla paura dell’altro, dal bisogno di sicurezza, dall’ossessione per l’identità e per le frontiere chiuse, da un conformismo che ci rende schiavi delle aspettative”.
“Polifemo innamorato” è il titolo dell’evento di narrazione e suoni ispirati all’”Idillio XI” di Teocrito a cura di Giovanni Calcagno. La narrazione è accompagnata dai suoni della tammorra e dei flauti che portano l’ascoltatore a un viaggio onirico nel tempo. Viene proposta una doppia interpretazione: in greco e l’altra in siciliano “ in un continuo gioco di lingue e di suoni in cui la narrazione colta e quella popolare si alternano senza sosta”. (lunedì 16 alle 21,30).
Pietro Del Soldà presenta ad Epic “Apologia dell’avventura”, adattamento teatrale di un suo libro, con i musicisti Valerio Corzani ed Erica Scherl la regia di Manfredi Rutelli (Foto di Lightning Multimedia)
Evento speciale di “Epic” è “Segnale d’allarme. La mia battaglia VR” testo di Elio Germano e Chiara Lagani. Regia dello stesso Germano e Omar Rashid. Lo spettacolo non ha degli attori sul palco ma, essendo girato in realtà virtuale, potrà essere seguito dagli spettatori attraverso dei visori appositi che verranno indossati prima dell’inizio e poi lasciarsi andare in una esperienza di immersione totale in quell’ambiente ideato da Germano e Rashid e la compagnia multimediale Gold. L’allarme del titolo dell’evento in VR fa riferimento ai rischi di manipolazione dell’informazione attraverso le nuove tecnologie. Germano utilizza e allo stesso tempo critica questo tipo di linguaggio per cui secondo il teatrante “la tecnologia più avanzata offre dunque uno spettacolo disturbante, pensato per scuotere e risvegliare le coscienze”. Si terrà a più riprese – domenica 15 (ore 18,30), lunedì 16 (ore 18,30) e martedì 17 (ore 17,30 e 21,30) – con capienza limitata a 100 spettatori, per cui è d’obbligo prenotarsi.
Si chiude infine martedì 17 alle ore 20,15 con “E’ piena l’aria di invisibili parole”, vaggio nell’universo poetico di Franco Scaldati a cura di Melino Imparato e Totò Pizzillo. Lo spettacolo è un omaggio all’opera del grande poeta e drammaturgo palermitano scomparso oltre dieci anni fa e considerato tra i più importanti del teatro contemporaneo e la sua opera è oggetto ancora oggi di studio e ricerca per la ricchezza delle sue invenzioni e il colore poetico particolare della sua lingua.
Alcune serate del festival (venerdì 13, domenica 15 e lunedì 16, alle ore 20:30) saranno aperte da “La parola sonora”, una striscia di poesia performativa a cura di Mana Chuma Teatro. “La parola sonora” è dunque un omaggio ad alcune grandi figure della drammaturgia italiana contemporanea (De Filippo, Scaldati, Borrelli, Gualtieri, Cavalli) che hanno molto frequentato la parola poetica. (Info e prenotazioni chiamando 31941477087).
Gli spettatoriindossano i visori di Realtà virtuale indispensabili per poter seguire lo spettacolo teatrale in VR a cura di Elio Germano e Omar Rashid “Segnale d’allarme. La mia battaglia VR”
FIRENZE _ Nel cuore della Terra. La terza edizione di “Fabbrica Europa” indica l’essenza stessa del nostro Pianeta. Guardando a quelle forze generative che la
FIRENZE _ Nel cuore della Terra. La terza edizione di “Fabbrica Europa” indica l’essenza stessa del nostro Pianeta. Guardando a quelle forze generative che la abitano oltre il tempo e la storia, oltre gli stereotipi e i pregiudizi. Un tracciato trasversale che è “rappresentato da presenze femminili visionarie, protagoniste sulla scena con la potenza, la profondità e la spiritualità delle figure archetipiche o con l’intensità del segno sociale, politico e culturale più attuale”. Ecco quindi che per la sua trentesima edizione in diversi luoghi della città di Firenze, per oltre un mese -dall’8 settembre al 12 ottobre- il festival costruisce le sue basi praticando i linguaggi della contemporaneità, intesa come “una visione dalle radici forti ma con uno sguardo rivolto al futuro”. Questi il luoghi che ospiteranno spettacoli, live, opere site specific e incontri: il Parc, Performing Arts Research Centre, Manifattura Tabacchi, Museo Novecento, Palazzina Reale, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Cantiere florida, La Compagnia, Tenax.
Sarà anche un modo per conoscere lo stato di salute delle arti performative in virtà della contemporanea presenza dei maestri e degli emergenti in campo nazionale ed internazionale. Artisti che “attraverso linguaggi multidisciplinari compositi, ibridi, raccontando dell’oggi fragilità e sfide, evocano identità, ritualità e segni del passato che aiutano a mettere in discussione il presente”.
Non a caso simbolicamente come apertura alla Palazzina Reale è stata scelta quella performance, “Domani”, inventata da Romeo Castellucci (e presentata lo scorso anno in prima assoluta alla Biennale Teatro di Venezia) sulle musiche del suo fedele partner Scott Gibbons e le azioni della performer brasiliana Ana Lucia Barbosa che si muove a tentoni in uno spazio amplissimo “spazzandolo” con un ramo lunghissimo nella cui estremità è collocata una scarpa. “Domani” è quindi da intendersi come “una figura del tempo incapace di elaborare il trauma, di fare i conti con la nuova cosmologia che ha messo in crisi l’andamento progressivo della freccia del tempo. La cesura del presente è l’unico intervallo saturabile”.
Elisabeth Schwartz danza “Isadora Duncan” della quale è una profonda conoscitrice. La coreografia è di Jerome Bel ispiratosi alla biografia “Ma Vie” (fotografia di Camille Blake)
Jerome Bel coreografo residente a Parigi ma attivo in tutto il mondo è un attento studioso della storia coreografica e grande osservatore delle coinvenzioni spettacolari, per Elisabeth Schwartz ha costruito il suo omaggio a “Isadora Duncan” basandosi sul racconto autobiografico di questa celebre danzatrice, “Ma Vie” pubblicata nel 1928. Fa così rivivere la “memoria della danza libera associando il sapere coreografico all’esperienza dello spettacolo”.
“Land is the question, the answer is land”: “La terra è la domanda, la risposta è la terra”. Questo è l’incipit di una poesia che la coreografa e filmaker norvegese di origine Sami, Elle Sofe Sara ha scoperto tempo fa parte di un’opera di Jenni Laiti, Niillas Holberg e Outi Piesku e d è diventata l’occasione per costruire una esperienza di danza e yolk (i canti tradizionali del popolo Sami che vive ai confini tra Norvegia, Finlandia e Russia) dove la terra e la natura fossero i temi principali della creazione coreografica. La ricerca multidisciplinare di questa artista è infatti “legata alla memoria e alla saggezza degli antenati, è incentrata sul senso di comunità, sulle migrazioni, sul nomadismo, sull’importanza della salvaguardia dell’ambiente”. Lo spettacolo si intitola “Vástádus eana- The answer is land” (14 settembre al Teatro del Maggio Fiorentino, ore 20).
“Speaking cables” di Agnese Banti (14 e 15 settembre alle ore 18 al Museo Novecento) è un dispositivo aperto che, “attraverso la combinazione delle sue cellule compositive in continua evoluzione, permette diverse possibilità drammaturgiche in relazione allo spazio scenico, acustico e al pubblico”. La sua ricerca alterna monologhi e cori, dialoghi e silenzi con una coreografia che guarda a esperienze di “Sound art” .
Il giovane coreografo Francesco Marilungo presenta a Firenze la sua già collaudata coreografia per cinque danzatrici,“Stuporosa”, basata sulle sue ricerche sulle figure delle prefiche o “lamentatrici” e all’istituto del pianto funebre “ un patrimonio di parole, gesti e suoni che media la trasfigurazione simbolica della morte umana. Lo spettacolo investiga anche le dinamiche di potere che intercorrono tra individuo e società all’interno di un contesto rituale” (16 e 17 settembre al Museo Novecento alle ore 18)
Una scena collettiva dello spettacolo “The Answer is land” sulle tradizioni del popolo Sami che vive ai confini tra Norvegia, Finlandia e Russia della coreografa e cineasta Elle Sofe Sara (fotografia di Antero Hein)
Le Mappe del nuovo mondo è una piattaforma dedicata alla nuova scena performatica dove gli artisti più giovani possono mostrae i frutti del loro lavoro di ricerca. In particolare negli spazi di Manifattura Tabacchi, Parc, Teatro Florida vengono mostrati i processi e e gli esiti creativi. Per la musica, dedicato al rapporto tra suono e ambiente è dedicato “Rizotronica” percorso didattico sperimentale che ha coinvolto gli studenti della scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Lugi Cherubini di Firenze (14 settembre ore 19 al Parc). Ad Addis Abeba è nato il progetto Kutu con l’incontro del violinista e improvvisatore francese Théo Ceccaldi e la cantante di origine etiope Hewan Geberewold. I due costruiscono ua perfomance fatta da ritmi etiopi, slanci vocali ed energia rock. Al termine il dj set di Clap! Clap pioniere dell’etno elettronica (15 settembre Manifattura Tabacchi, alle ore 22).
Nello stesso spazio l’indomani alle ore 20 è di scena la danza del Collettivo CGJ, cioè Giulio Petrucci e Jari Boldrini in “Fuego”, una connessione di ritmo e dinamiche con un moduli coreografici dove “le azioni del corpo si intrecciano al tessuto sonoro per produrre l’innesco di una composizione che trova, nella ripetizione e moltiplicazione di traiettorie, sequenze e scambi d’informazione, uno spazio e un tempo che si dilatano e si contraggono oltre i margini codificati”. A seguire (alle ore 21) Flavia Zaganelli nella coreografia “In elettrica/ecosìstema” indaga la relazione che intercorre tra corpi visibili e invisibili utilizzando i linguaggi della musica elettronica.
Nella stessa giornata (alle 22) e in replica il giorno successivo (17 settembre alle 10) al Parc Giacomo Lilliù/Collettivo Ønar allestiscono “WOE/ Wastage of Events , un’opera ibrida, in presenza e su Twitch. Un performer con equipaggiamento di Realtà Virtuale compie la perlustrazione in una realtà virtuale fatta di spazi disabitati mentre un soun artist sonorizza gli ambienti.
Un’immagine d’insieme della coreografia ideata per cinque danzatrici “Stuporosa” dal giovane coreografo Francesco Marilungo di scena al Museo Novecento di Firenze (Fotografia di Luca Del Pia)
La Compagnia Michele Ifigenia/Tyche presenta due lavori ispirati a Dioniso e Apollo: “Citerone” e “Cuma”. Il primo si ispira alle “Baccanti” di Euripide, il secondo alla Sibilla dove viene ricostruita la figura della profetessa di Apollo (17 settembre alle ore 22 al Teatro Florida).
Margherita Landi e Agnese Lanza propongono l’esito di un workshop sul tema dell’assenza in “Embodying absence”. Il progetto coreografico lavora sull’apprendimento in tempo reale di una partitura di movimento da un visore di Realtà Virtuale, per poi abitare i vuoti di memoria di ciò che è stato appreso (Manifattura Tabacchi 17 settembre ore 20).
Si chiama “Trascendente Artificiali”, creazione di danza site specific derivata da un laboratorio ed è diretta da Cecilia Lentini che l’ha ambientata nel mondo sonoro di Semionauta (19 settembre alla Manifattura Tabacchi, ore 22).
“Solo in due” si intitola il racconto coreografico del duo formato da Eleonora Chiocchini e Francoise Parlanti. Una narrazione frammentaria che “mira a disorientare lo spettatore la cui percezione è pervasa dal dubbio di osservare l’intimo racconto di due donne o forse di una donna sola. L’equivoco è dominante. Il lavoro coreografico si costruisce gradualmente: aspettare qualcosa, qualcuno o forse semplicemente vivere, accogliendo ciò che la sua solitudine suggerisce” (Il 19 settembre al Teatro Florida alle ore 21).
“Il Bisonte” è una videoinstallazione dell’iraniano Bizhan Bassiri che costruisce l’ambiente sonoro di Stefano Taglietti nella rappresentazione della natura che si rigenera in “Inesorabilmente Una Via” di Yoy Performing Arts (20, settembre alle ore 20 alla Manifattura Tabacchi).
“Under the influence” è il tentativo di ricostruzione dopo un crollo. La coreografia di Gianmaria Borzillo mostra un risveglio per personaggi dormienti (Elena Giannotti e Matteo Ramponi) e in “conflitto con il vuoto che li abita” (20 settembre al Teatro Florida alle ore 21).
Un momento di “Cuma” ispirato alla Sibilla a cura della compagnia Michele Ifigenia/Tyche. L’altra coreografia presente a Firenze è “Citerone” ispirato dalle “Baccanti” (fotografia di Alessandra Stanghini)
La danzatrice greca Elena Antoniou in “Landscape” spinge il suo corpo a diventare un paesaggio, sull’onda dell’affermazione del poeta Charles Wright (“Tutti i paesaggi sono autobiografici”), In questo caso gli sguardi degli spettatori sono elementi fondamentali in questa coreografia in cui la danzatrice greca rivela le proprie esperienze personali sovaesponendo “gioiosamente il corpo femminile – un corpo politico – e sfida il perimetro della rappresentazione, invitando e provocando abilmente lo sguardo del pubblico” (21 settembre al Tenax alle ore 21).
Il 22 settembre alla Palazzina Reale, alle ore 22 concerto della musicista e cantautrice gallurese Daniela Pes, artista che sfugge alle etichette, vincitrice lo scorso anno della prestigiosa Targa Tenco. A “Fabbrica Europa” Daniela Pes presenterà il repertorio del suo primo album “Spira” prodotto da Iosonouncane.
“Welcome to my funeral” è la coreografia -coprodotta da Fabrica Europa– che Brandon Lagaert, già collaboratore della visionaria compagnia Peeping Tom ha costruito per la compagnia di Equilibrio Dinamico Dance Company. La performance si focalizza sui confini sempre più sfumati fra mondo reale e virtuale, indagando come “la tecnologia stia cambiando completamente le modalità di interazione con gli altri e con il mondo che ci circonda grazie al feedback tattile, all’intelligenza artificiale e agli algoritmi che acquisiscono informazioni dalle persone tramite i loro input” (Teatro Florida, 24 settembre, alle ore 19,30 e 21)
Il coreografo Philippe Kratz prende ispirazione dalla fiaba di Hans Christian Andersen per costruire la sua coreografia “Red Shoes” ideata per il Nuovo Balletto di Toscana (debutterà il 19 ottobre a Trento) e a Firenze in residenza creativa al Parc. Il “Focus sulla creazione” è un’occasione per aprire al pubblico i passaggi di una ricerca artistica (25-29 settembre alle ore 17 al Parc).
“Welcome to my funeral”, coreografia di Brandon Lagaert disegnata espressamenteper Equilibrio Dinamico Dance Company sui confini tra reale e virtuale (Fotografia di Stefano Sasso)
“Beat Forward” è la coreografia di Igor Urzelai e Moreno Solinas hanno costruito assieme ai danzatori di Collettivo Mine. Al centro la voglia e il piacere di ballare sul ritmo di una colonna elettronica techno (Il 27 settembre alle ore 21 al Tenax).
Al Tenax, il 28 settembre alle ore 22, spazio a Lorenzo Senni, musicista e compositore. Si interessa da anni di trance, hardstyle, hard trance e altri fenomeni musicali della cultura rave. Nei suoi pezzi del progetto “Persona” si trovano “forme illuminate di musica sperimentale, noise e abstract computer music sviluppate attorno a una sua versione di tensione emozionale e teatralità”.
“Coefore Rock&Roll” è una delle ultime creazioni del coreografo Enzo Cosimi. La scenografia richiama a un universo onirico infantile. L’impalcatura scenica unisce “testo, visione, azione performativa in una drammaturgia liquida e poetica. Nella forma ibrida del lavoro, il linguaggio si apre a uno sconfinamento verso altre discipline in un’azione coreografica dalla costruzione orizzontale ed espansa”( Teatro Florida 29, settembre alle ore 21).
In “Eternally Frozen” il musicista e compositore Andrea Belfi propone una serie di composizioni che “nascono dall’utilizzo del canone, un’antica tecnica in cui una melodia è imitata da una o più parti in specifici intervalli di tempo, ricreando un ciclo infinito di ripetizioni. L’opera si ispira all’immagine del Deprong Mori, un pipistrello che secondo la mitologia era in grado di piegare gli atomi e volare attraverso la materia solida”. (Il 30 settembre al Parc alle ore19).
Stefano Tamborrino è un popolare batterista di notevole bagaglio tecnico però allergico da etichette e limitazioni. Il suo progetto si chiama Don Karate e propone a Fabbrica Europa un set intitolato “Space Foresta”. Al suo fianco due jazzisti assai conosciuti come Pasquale Mirra al vibrafono e Francesco Ponticelli al basso elettrico (Il 30 settembre alle ore 22 al Parc).
La voglia e il piacere del ballo al ritmo di una dance elettronica techno il cuore di “Beat Forward” coreografia di Igor Urzelai e Moreno Solinas danzata dal Collettivo Mine (Fotografia di Luca Del Pia)
Dai suoni di un luogo alla musica che gli è stata suggerita dallo spazio investigato in “Promenade. Documentario sonoro sul parco”da Valerio Vigliar che ha compiuto delle passeggiate per registrare l’ambiente sonoro del Parco delle Cascine. L’opera finale è una vero documentario sonoro dove voci e musiche sisommano a manipolazioni anche estreme. (Il 1 ottobre alle ore 18 al Parc).
Un altro viaggio, piuttosto letterario, tra le pagine di “Zio Vanja” di Anton Cechov sono quelle proprosta in “Sonja”, coreografia della compagnioa Tardito/Rendina che evoca il mondo e l’amore non corrisposto di una donna “dai delicati moti dell’anima”. La loro è una danza “discreta, mai didascalica, una poesia corporea che si carica di espressività, significati profondi, sfumature psicologiche, ricordi condivisi, capaci di restare nella memoria e nelle emozioni” (Il 1 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
E’ una “Variazione su Giona” la seconda riflessione danzata che prende le mosse dal libro del Profeta Giona della Bibbia, nella coreeografia di Julie Ann Anzilotti (Compagnia Xe) su musiche originali di Steven Brown e Luc Van Lieshout interpretate da Paola Bedoni e Paolo Piancastelli. Scrive Anzilotti: “la fragilità di Giona mi è risultata da subito simpatica e vicina. Ho trovato molto umano il suo personaggio: benché fosse coraggioso, un profeta, un uomo di Dio, aveva anche piccolezze e lati infantili che mi avvicinavano a lui” (il 3 ottobre al Teatro Florida alle ore 19).
Due solo di due di giovani e bravi coreografi francesi in una sola serata. La prima è Leila Ka in “Se faire belle” mostra “un corpo, vulnerabile e al contempo sfrontato, che come un leone in gabbia si dibatte in un tentativo di rivolta e ribellione e in un irrefrenabile e indomabile desiderio di libertà. Su un palco spoglio, accompagnata da un crescendo di elettronica, urla forte e chiaro il suo bisogno di esultare”.
La Compagnia Xe diretta dalla coreografa Julie Ann Anzilotti presenta a “Fabbrica Europa” la coreografia “Variazione du Giona” con musiche di Steven Brown e Lux Van Lieshout (fotografia di Lucia Baldini)
Alexandre Fandard in “Comme un symbole” disegna invece un ritratto in cui mette a nudo la figura di un “balieusard”, cioè un delinquente, potenziale terrorista, eterno straniero tra paura ed emarginazione. Vestito con i colori della bandiera francese, Fandard fa del giovane delle periferie “un simbolo fatto d’oro e di stigmate, malmenato in tutti i sensi, come fosse sacrificato” (Il 4 ottobre alle ore 21 alla Palazzina Reale).
Restando in terra di Francia ecco “Shamanes” ultimo live della compositrice, batterista e cantante Anne Paceo dove la musicista “spazia dagli esorcismi di Bali alle cerimonie vudu di Haiti, dai canti divinatori siberiani ai rituali del candombe, la musicista non cerca di riprodurre le sue fonti quanto piuttosto di usarle come ispirazione per una musica senza confini” (Il 5 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
“Future Tradizioni” è il titolo del dj set che richiama l’iniziativa ideata da La Scena Muta che mette assieme studiosi, dj e producer con un grande obiettivo: dare alla musica tradizionale italiana un posto di tutto rispetto tra le musiche del mondo. (il 5 ottobre alle ore 19 al Parc)
Ancora musica l’indomani 6 ottobre, con il concerto del tunisino, Dhafer Youssef, grande suonatore di oud (liuto arabo) molto attivo nella scena jazz europea e sempre intento a lavorare in collaborazione con musicisti sperimentatori come il chitarrista norvegese Elvind Aarset uno dei protagonisti della attuale scena musicale nordica con il quale Dhafer presenterà il repertorio del suo ultimo album “Streets of Minarets” (6 ottobre al Teatro Florida alle ore 21).
Il giovane coreografo e danzatore francese Alexandre Fandard disegna in “Comme un symbole” la figura di un ragazzo di una banlieu francese (Foto grafia di Benedicte Rmfjord)
“Ima” è un termine giapponese che significa “il momento presente”, mentre in aramaico ed ebraico vuole dire “madre”. Ima è il quintetto immaginato durante la pandemia da Sofia Nappi nel momento in cui la coreografa e i danzatori della Compagnia Komoco si sono ritrovati soli all’interno delle proprie case. “Una condizione che ha permesso di percepire che tutto, dentro e intorno, non si è fermato, ma è in continuo divenire e che la danza può trasformarsi in interconnessione universale” (Il 7 ottobre alle ore 21 e l’8 ottobre alle ore 18 al Teatro Florida).
Da Firenze a Reggio Calabria dove dal 12 settembre si apre la rassegna “Epic”, acronimo di Esperienze Performative di Impegno Civile, allestita da Mana Chuma Teatro in collaborazione con il Parco diffuso della Conoscenza e del Benessere di Pellaro che ospiterà tutti gli spettacoli.
Si parte alle 21,30 con il primo studio de “Il Monte Aspro” dell’attore Fabrizio Ferracane col’attore e codirettore di Mana Chuma Salvatore Arena, regia di Massimo Barilla con musiche originali eseguite dal vivo da Luigi Polimeni. Lo spettacolo con la drammaturgia di Gioacchino Criaco prende ispirazione dalla letteratura calabrese (da Saverio Strati allo stesso Criaco fino a Umberto Zanotti Bianco) come momento di riflessione e percorso di ricerca percorso di “rilettura critica dei processi storico-sociali e antropologici che hanno segnato le vicende della gente d’Aspromonte”.
L’attore Ciro Masella al festival “Eric”di Reggio Calabria curato da Mana Chuma Teatro presenta “Novecento ” di Baricco (Fotografia di Gianfranco Becherini)
L’indomani sarà lavolta del bravo attore Ciro Masella con il reading “Novecento” di Alessandro Baricco. E’ la vicenda del più grande pianista che abbia solcato l’oceano esibendosi in concerto a bordo del transatlantico “Virginian” . Il racconto parla “del nostro tempo, entrandoci sotto pelle e nelle pieghe dell’anima”.
Domenica 15 spazio a Pietro Del Soldà, scrittore e conduttore di Radio 3 che salirà sul palco con “Apologia dell’avventura” (la regia è di Manfredi Rutelli), adattamento teatrale del librodello stesso soldà “La vita fuori di sé. Una filosofia dell’avventura” con le musiche originali eseguite dal duo Interiors composto dai musicisti Valerio Corzani ed Erica Scherl. Uno spettacolo che “porta in scena una profonda riflessione sull’essere umano, offrendo al pubblico la chiave giusta per riscoprire la spinta all’avventura come esperienza decisiva per conoscere noi stessi in un periodo storico dominato da un individualismo sfrenato, dalla paura dell’altro, dal bisogno di sicurezza, dall’ossessione per l’identità e per le frontiere chiuse, da un conformismo che ci rende schiavi delle aspettative”.
“Polifemo innamorato” è il titolo dell’evento di narrazione e suoni ispirati all’”Idillio XI” di Teocrito a cura di Giovanni Calcagno. La narrazione è accompagnata dai suoni della tammorra e dei flauti che portano l’ascoltatore a un viaggio onirico nel tempo. Viene proposta una doppia interpretazione: in greco e l’altra in siciliano “ in un continuo gioco di lingue e di suoni in cui la narrazione colta e quella popolare si alternano senza sosta”. (lunedì 16 alle 21,30).
Pietro Del Soldà presenta ad Epic “Apologia dell’avventura”, adattamento teatrale di un suo libro, con i musicisti Valerio Corzani ed Erica Scherl la regia di Manfredi Rutelli (Foto di Lightning Multimedia)
Evento speciale di “Epic” è “Segnale d’allarme. La mia battaglia VR” testo di Elio Germano e Chiara Lagani. Regia dello stesso Germano e Omar Rashid. Lo spettacolo non ha degli attori sul palco ma, essendo girato in realtà virtuale, potrà essere seguito dagli spettatori attraverso dei visori appositi che verranno indossati prima dell’inizio e poi lasciarsi andare in una esperienza di immersione totale in quell’ambiente ideato da Germano e Rashid e la compagnia multimediale Gold. L’allarme del titolo dell’evento in VR fa riferimento ai rischi di manipolazione dell’informazione attraverso le nuove tecnologie. Germano utilizza e allo stesso tempo critica questo tipo di linguaggio per cui secondo il teatrante “la tecnologia più avanzata offre dunque uno spettacolo disturbante, pensato per scuotere e risvegliare le coscienze”. Si terrà a più riprese – domenica 15 (ore 18,30), lunedì 16 (ore 18,30) e martedì 17 (ore 17,30 e 21,30) – con capienza limitata a 100 spettatori, per cui è d’obbligo prenotarsi.
Si chiude infine martedì 17 alle ore 20,15 con “E’ piena l’aria di invisibili parole”, vaggio nell’universo poetico di Franco Scaldati a cura di Melino Imparato e Totò Pizzillo. Lo spettacolo è un omaggio all’opera del grande poeta e drammaturgo palermitano scomparso oltre dieci anni fa e considerato tra i più importanti del teatro contemporaneo e la sua opera è oggetto ancora oggi di studio e ricerca per la ricchezza delle sue invenzioni e il colore poetico particolare della sua lingua.
Alcune serate del festival (venerdì 13, domenica 15 e lunedì 16, alle ore 20:30) saranno aperte da “La parola sonora”, una striscia di poesia performativa a cura di Mana Chuma Teatro. “La parola sonora” è dunque un omaggio ad alcune grandi figure della drammaturgia italiana contemporanea (De Filippo, Scaldati, Borrelli, Gualtieri, Cavalli) che hanno molto frequentato la parola poetica. (Info e prenotazioni chiamando 31941477087).
Gli spettatoriindossano i visori di Realtà virtuale indispensabili per poter seguire lo spettacolo teatrale in VR a cura di Elio Germano e Omar Rashid “Segnale d’allarme. La mia battaglia VR”

