Ora, non è che si voglia polemizzare per forza con il ministro Guido Crosetto. Ma il fatto è che certe volte è lui stesso a sollevare dei dubbi, a suscitare perplessità. Era già successo di recente con una inutilmente dura polemica che aveva ingaggiato con Paolo Mieli.
Ieri poi un’altra discussione su X con una utente ucraina, e anche qui con toni sopra le righe.
I fatti. Prima il giornalista Marco Fattorini aveva denunciato «l’ipocrisia del governo italiano che ribadisce il suo “sostegno” all’Ucraina mentre le nega l’uso delle armi per colpire le basi militari in Russia da cui partono gli attacchi ai civili», poi la cittadina ucraina Ilona P aveva ripreso polemicamente la questione rivolgendosi direttamente al ministro della Difesa: al che questi ha replicato così: «La smetta lei di aiutare i Russi (a una cittadina ucraina, sic – ndr) cercando di irritare chi sta aiutando l’Ucraina dall’inizio in ogni modo possibile. Ogni modo possibile. Lei scrive stupidaggini (sic, ndr) e noi invece facciamo cose concrete, concordandole con loro. L’Italia ha deciso, facendo una scelta molto difficile che nessun altro paese ha fatto (proporzionalmente) con la stessa rilevanza, di fornire un ulteriore sostena (sostegno, ndr) di difesa ed ha risposto finora ad ogni richiesta che fosse possibile soddisfare. La realtà non si può negare. Ciò detto dopo anni di insulti da parte di chi non voleva aiutassimo in nessun modo o di chi ci ha criticato perché abbiamo dato troppo, essere attaccati anche da ingrati come lei, è irritante. Per fortuna chi sa, chi è veramente in difficoltà perché è sotto le bombe, ci ringrazia ogni giorno».
Lasciamo stare i toni, diciamo non ministeriali, ma in ogni caso non sembra che si trattasse di «stupidaggini». Nel merito, Crosetto dice due cose importanti. La prima è che l’Italia sta facendo moltissimo per l’Ucraina, «in ogni modo possibile», per cui chi attacca il governo è «un ingrato». Poi c’è un’allusione a «chi sa», e questa è una cosa che il ministro aveva già detto a Mieli, e cioè che molte cose non si sanno: il che è giustissimo, persino ovvio, perché i segreti militari non possono e non debbono essere minimamente aggirati, ci mancherebbe.
Però allora, senza polemica, perché Crosetto svela i segreti, per giunta su un social e con utenti sconosciuti? Il silenzio sarebbe d’oro, oppure se invece sceglie di parlare spieghi una volta per tutte come stanno le cose, e non su Twitter. Qui su Linkiesta saremmo felici di ospitare la versione ufficiale.
Secondo, e veniamo al punto politico, tantissime persone, e certamente chi fa questo giornale, trovano del tutto sbagliata e ipocrita la linea espressa pochi giorni fa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, contraria all’uso delle armi italiane nella controffensiva ucraina mirante a colpire le basi russe da cui partono le bombe degli aggressori. Una posizione peraltro in contrasto con quella di moltissimi Paesi e delle istituzioni europee, salutata invece con favore dalla leader dell’opposizione italiana Elly Schlein (che qui abbiamo altrettanto criticato).
Non è che dicano tutti «stupidaggini», quindi. Si può umilmente chiedere, dunque, come si concili la posizione di Crosetto che sostiene che stiamo facendo il massimo con quella di Tajani che invece mette un limite serio al tipo di aiuti a Kyjiv, oppure è lesa maestà? Perché è questo dire cose contraddittorie che sta «irritando» tanta gente. Anche in Ucraina, e per la gioia di Putin.
Invece di rispondere in modo polemico agli sconosciuti, il Ministro della Difesa potrebbe spiegare in modo chiaro e definitivo come si conciliano le sue dichiarazioni («stiamo aiutando in ogni modo possibile») e quelle del ministro degli Esteri Antonio Tajani che a Zelensky pongono limiti all’uso delle armi italiane. Lo spazio de Linkiesta è a disposizione
Ora, non è che si voglia polemizzare per forza con il ministro Guido Crosetto. Ma il fatto è che certe volte è lui stesso a sollevare dei dubbi, a suscitare perplessità. Era già successo di recente con una inutilmente dura polemica che aveva ingaggiato con Paolo Mieli.
Ieri poi un’altra discussione su X con una utente ucraina, e anche qui con toni sopra le righe.
I fatti. Prima il giornalista Marco Fattorini aveva denunciato «l’ipocrisia del governo italiano che ribadisce il suo “sostegno” all’Ucraina mentre le nega l’uso delle armi per colpire le basi militari in Russia da cui partono gli attacchi ai civili», poi la cittadina ucraina Ilona P aveva ripreso polemicamente la questione rivolgendosi direttamente al ministro della Difesa: al che questi ha replicato così: «La smetta lei di aiutare i Russi (a una cittadina ucraina, sic – ndr) cercando di irritare chi sta aiutando l’Ucraina dall’inizio in ogni modo possibile. Ogni modo possibile. Lei scrive stupidaggini (sic, ndr) e noi invece facciamo cose concrete, concordandole con loro. L’Italia ha deciso, facendo una scelta molto difficile che nessun altro paese ha fatto (proporzionalmente) con la stessa rilevanza, di fornire un ulteriore sostena (sostegno, ndr) di difesa ed ha risposto finora ad ogni richiesta che fosse possibile soddisfare. La realtà non si può negare. Ciò detto dopo anni di insulti da parte di chi non voleva aiutassimo in nessun modo o di chi ci ha criticato perché abbiamo dato troppo, essere attaccati anche da ingrati come lei, è irritante. Per fortuna chi sa, chi è veramente in difficoltà perché è sotto le bombe, ci ringrazia ogni giorno».
Lasciamo stare i toni, diciamo non ministeriali, ma in ogni caso non sembra che si trattasse di «stupidaggini». Nel merito, Crosetto dice due cose importanti. La prima è che l’Italia sta facendo moltissimo per l’Ucraina, «in ogni modo possibile», per cui chi attacca il governo è «un ingrato». Poi c’è un’allusione a «chi sa», e questa è una cosa che il ministro aveva già detto a Mieli, e cioè che molte cose non si sanno: il che è giustissimo, persino ovvio, perché i segreti militari non possono e non debbono essere minimamente aggirati, ci mancherebbe.
Però allora, senza polemica, perché Crosetto svela i segreti, per giunta su un social e con utenti sconosciuti? Il silenzio sarebbe d’oro, oppure se invece sceglie di parlare spieghi una volta per tutte come stanno le cose, e non su Twitter. Qui su Linkiesta saremmo felici di ospitare la versione ufficiale.
Secondo, e veniamo al punto politico, tantissime persone, e certamente chi fa questo giornale, trovano del tutto sbagliata e ipocrita la linea espressa pochi giorni fa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, contraria all’uso delle armi italiane nella controffensiva ucraina mirante a colpire le basi russe da cui partono le bombe degli aggressori. Una posizione peraltro in contrasto con quella di moltissimi Paesi e delle istituzioni europee, salutata invece con favore dalla leader dell’opposizione italiana Elly Schlein (che qui abbiamo altrettanto criticato).
Non è che dicano tutti «stupidaggini», quindi. Si può umilmente chiedere, dunque, come si concili la posizione di Crosetto che sostiene che stiamo facendo il massimo con quella di Tajani che invece mette un limite serio al tipo di aiuti a Kyjiv, oppure è lesa maestà? Perché è questo dire cose contraddittorie che sta «irritando» tanta gente. Anche in Ucraina, e per la gioia di Putin.

