13 Luglio 2024

Per i nativi australiani il dingo era come un cane

Il dingo è un parente del cane che vive in Australia da 3.500 anni circa: oggi, però, è considerato dagli abitanti del continente come una piaga perché stermina il bestiame. Un tempo non era così: prima dell’arrivo dei coloni, i nativi australiani trattavano il dingo (circa) come noi trattiamo oggi il cane. Questi animali venivano addomesticati, se ne prendevano cura e addirittura venivano sepolti insieme al padrone. Lo dice uno studio pubblicato su PLOS One, basato su una serie di analisi dei resti di dingo e umani trovati nel sito archeologico di Curracurrang, a sud di Sydney.
. Sepolti insieme. Il sito di Curracurrang si trova nel territorio del Royal National Park, nei pressi dell’omonima cascata (oggi meta turistica). I resti di dingo analizzati sono stati ritrovati all’interno di una caverna insieme a quelli di esseri umani e a resti di cibo.. La prima verifica fatta dal team della Australian National University è stata cronologica: il rifugio di Curracurrang risale a 7.000 anni fa, e da allora è sempre stato utilizzato dai nativi. I reperti studiati sono però più giovani: il radiocarbonio li ha datati a 2.000 anni fa, prima dell’arrivo dei coloni, quando ancora l’Australia era abitata solo da popolazioni indigene. Il fatto che ossa e denti di dingo siano stati trovati in un sito archeologico è la prima indicazione del fatto che il dingo avesse un legame stretto con gli umani.. Il migliore amico dell’uomo. Legame confermato da altri dettagli. Innanzitutto, la maggior parte dei resti dei dingo sono stati trovati non abbandonati per terra, ma accuratamente posizionati al fianco dei “padroni”, sepolti con la stessa cura riservata agli umani. Inoltre, alcuni dei denti ritrovati erano molto consumati: segno di una dieta ricca di ossa, probabilmente gli avanzi dei pasti condivisi con i nativi. Infine, l’età degli esemplari sepolti variava: c’erano cuccioli, ma anche esemplari adulti fino a otto anni, che vivevano dunque in uno stato di quasi-domesticazione. . La situazione è cambiata radicalmente con l’arrivo dei coloni europei, ed è degenerata fino allo stato attuale: oggi i dingo sono esclusivamente selvatici e soggetti a controllo da parte della popolazione perché considerati dannosi..

 I dingo venivano considerati “quasi umani” dai nativi australiani prima dell’arrivo dei coloni. Il dingo è un parente del cane che vive in Australia da 3.500 anni circa: oggi, però, è considerato dagli abitanti del continente come una piaga perché stermina il bestiame. Un tempo non era così: prima dell’arrivo dei coloni, i nativi australiani trattavano il dingo (circa) come noi trattiamo oggi il cane. Questi animali venivano addomesticati, se ne prendevano cura e addirittura venivano sepolti insieme al padrone. Lo dice uno studio pubblicato su PLOS One, basato su una serie di analisi dei resti di dingo e umani trovati nel sito archeologico di Curracurrang, a sud di Sydney.
. Sepolti insieme. Il sito di Curracurrang si trova nel territorio del Royal National Park, nei pressi dell’omonima cascata (oggi meta turistica). I resti di dingo analizzati sono stati ritrovati all’interno di una caverna insieme a quelli di esseri umani e a resti di cibo.. La prima verifica fatta dal team della Australian National University è stata cronologica: il rifugio di Curracurrang risale a 7.000 anni fa, e da allora è sempre stato utilizzato dai nativi. I reperti studiati sono però più giovani: il radiocarbonio li ha datati a 2.000 anni fa, prima dell’arrivo dei coloni, quando ancora l’Australia era abitata solo da popolazioni indigene. Il fatto che ossa e denti di dingo siano stati trovati in un sito archeologico è la prima indicazione del fatto che il dingo avesse un legame stretto con gli umani.. Il migliore amico dell’uomo. Legame confermato da altri dettagli. Innanzitutto, la maggior parte dei resti dei dingo sono stati trovati non abbandonati per terra, ma accuratamente posizionati al fianco dei “padroni”, sepolti con la stessa cura riservata agli umani. Inoltre, alcuni dei denti ritrovati erano molto consumati: segno di una dieta ricca di ossa, probabilmente gli avanzi dei pasti condivisi con i nativi. Infine, l’età degli esemplari sepolti variava: c’erano cuccioli, ma anche esemplari adulti fino a otto anni, che vivevano dunque in uno stato di quasi-domesticazione. . La situazione è cambiata radicalmente con l’arrivo dei coloni europei, ed è degenerata fino allo stato attuale: oggi i dingo sono esclusivamente selvatici e soggetti a controllo da parte della popolazione perché considerati dannosi..