23 Luglio 2024

Lavorare a fianco dei robot ci fa impigrire?

Destinata a essere sempre più presente nella nostra vita quotidiana, la robotica è entrata di prepotenza anche nel mondo del lavoro, affiancando gli umani nelle loro mansioni in fabbriche e uffici e cercando di “alleggerirne” le fatiche quotidiane. Le conseguenze sulla produttività dei lavoratori, però, non sono necessariamente positive. Anzi, i ricercatori della Technical University di Berlino hanno dimostrato che se lavoriamo al fianco di “colleghi” robot, rischiamo di diventare nettamente più pigri rispetto a quando siamo soli. . Controllo di qualità. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Robotics and AI, gli scienziati hanno chiamato in causa 42 dipendenti, chiedendo loro di ispezionare le immagini di alcuni circuiti stampati (ovvero l’insieme di piste di rame che collegano le componenti di un circuito elettrico). Lo scopo era quello di individuare eventuali difetti industriali segnalandone la presenza. A metà dei partecipanti è stato inoltre detto che tale compito era già stato eseguito da un robot, mentre ad altri che dovevano svolgere l’intera verifica da soli. Per completare il quadro, le immagini fornite alle persone erano sfocate e potevano diventare nitide solo cliccandovi sopra con il mouse. Il motivo? In tal modo, i ricercatori erano in grado di monitorare meglio l’operato dei dipendenti.. Meno attenti. Se il tempo in cui i due gruppi di lavoratori hanno completato i propri obiettivi era quasi identico, la differenza principale stava nella qualità del loro operato finale. In particolare, la “squadra” del robot ha riscontrato in media 3,3 difetti dell’immagine, mentre chi lavorava da solo 4,2. Un po’ come se fosse convinto di operare con un compagno più bravo e affidabile, dopo aver notato che il “collega” elettronico aveva segnalato con successo alcuni difetti del circuito, il primo gruppo rilevava cioè una quantità significativamente minore di errori, fidandosi inconsciamente del partner elettronico. Si trattava peraltro di una reazione involontaria: i partecipanti erano infatti convinti di aver prestato la massima attenzione all’immagine. Ciò nonostante, sapere che questa era stata già scrutinata dal robot abbassava inevitabilmente la soglia della loro concentrazione.  . Potenziali pericoli. Il risultato dello studio ha spinto i suoi autori a lanciare un allarme sui potenziali rischi di sicurezza lavorativa, soprattutto in settori come quello manifatturiero, nel quale è essenziale rimanere concentrati per rispettare gli standard qualitativi dei prodotti. Nell’esperimento è infine emerso come il lavoro di squadra, se poco monitorato (specie se riferito ad attività monotone spalmate su turni dalla durata prolungata), comprometta la qualità del lavoro. Concentrazione a parte, gli scienziati hanno anche sottolineato come il loro test abbia avuto dei limiti, dovuti per esempio al mancato “contatto” diretto degli impiegati con il robot e alle condizioni ambientali del laboratorio..

 I robot ci aiutano nelle fabbriche o in ufficio, ma rischiamo di diventare nettamente più pigri rispetto a quando siamo soli. Destinata a essere sempre più presente nella nostra vita quotidiana, la robotica è entrata di prepotenza anche nel mondo del lavoro, affiancando gli umani nelle loro mansioni in fabbriche e uffici e cercando di “alleggerirne” le fatiche quotidiane. Le conseguenze sulla produttività dei lavoratori, però, non sono necessariamente positive. Anzi, i ricercatori della Technical University di Berlino hanno dimostrato che se lavoriamo al fianco di “colleghi” robot, rischiamo di diventare nettamente più pigri rispetto a quando siamo soli. . Controllo di qualità. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Robotics and AI, gli scienziati hanno chiamato in causa 42 dipendenti, chiedendo loro di ispezionare le immagini di alcuni circuiti stampati (ovvero l’insieme di piste di rame che collegano le componenti di un circuito elettrico). Lo scopo era quello di individuare eventuali difetti industriali segnalandone la presenza. A metà dei partecipanti è stato inoltre detto che tale compito era già stato eseguito da un robot, mentre ad altri che dovevano svolgere l’intera verifica da soli. Per completare il quadro, le immagini fornite alle persone erano sfocate e potevano diventare nitide solo cliccandovi sopra con il mouse. Il motivo? In tal modo, i ricercatori erano in grado di monitorare meglio l’operato dei dipendenti.. Meno attenti. Se il tempo in cui i due gruppi di lavoratori hanno completato i propri obiettivi era quasi identico, la differenza principale stava nella qualità del loro operato finale. In particolare, la “squadra” del robot ha riscontrato in media 3,3 difetti dell’immagine, mentre chi lavorava da solo 4,2. Un po’ come se fosse convinto di operare con un compagno più bravo e affidabile, dopo aver notato che il “collega” elettronico aveva segnalato con successo alcuni difetti del circuito, il primo gruppo rilevava cioè una quantità significativamente minore di errori, fidandosi inconsciamente del partner elettronico. Si trattava peraltro di una reazione involontaria: i partecipanti erano infatti convinti di aver prestato la massima attenzione all’immagine. Ciò nonostante, sapere che questa era stata già scrutinata dal robot abbassava inevitabilmente la soglia della loro concentrazione.  . Potenziali pericoli. Il risultato dello studio ha spinto i suoi autori a lanciare un allarme sui potenziali rischi di sicurezza lavorativa, soprattutto in settori come quello manifatturiero, nel quale è essenziale rimanere concentrati per rispettare gli standard qualitativi dei prodotti. Nell’esperimento è infine emerso come il lavoro di squadra, se poco monitorato (specie se riferito ad attività monotone spalmate su turni dalla durata prolungata), comprometta la qualità del lavoro. Concentrazione a parte, gli scienziati hanno anche sottolineato come il loro test abbia avuto dei limiti, dovuti per esempio al mancato “contatto” diretto degli impiegati con il robot e alle condizioni ambientali del laboratorio..