29 Febbraio 2024

La stella marina che sopporta il caldo

Le barriere coralline di tutto il mondo sono a rischio sparizione a causa dei cambiamenti climatici. Sappiamo questa cosa ormai da anni, e sappiamo anche quali siano le principali cause di mortalità dei coralli: al primo posto c’è il bleaching o sbiancamento (del quale su questo sito parliamo da anni), al secondo l’effetto devastante dei cicloni. E al terzo c’è… una stella marina, la stella corona di spine (Acanthaster planci): lo rivela uno studio pubblicato su Global Change Biology che spiega come questa stella sia particolarmente resistente all’aumento delle temperature, e abbia un ciclo vitale che è perfetto per causare distruzione su larga scala nelle barriere coralline.
. Alghe e coralli. Quando è adulta, la stella corona di spine si nutre esclusivamente di coralli, divorandone le parti vive e lasciandosi alle spalle solo i loro scheletri mineralizzati. Quando è giovane, invece, la sua dieta è più varia, e soprattutto erbivora: il suo cibo preferito sono le piccole alghe che crescono sui coralli morti. Dovreste già intravedere dove sta il problema: facendo scorpacciata di coralli, gli adulti di stella corona di spine creano l’ambiente perfetto per la loro progenie, che a sua volta può attendere anche cinque o sei anni prima di crescere, nutrendosi nel frattempo delle alghe lasciate dai loro genitori.
. Non temono il caldo. Ma c’è un’altra caratteristica, verificata in laboratorio dal team della School of Life and Environmental Sciences di Sydney che ha pubblicato lo studio: gli esemplari giovani hanno un’altissima tolleranza al caldo. Ed è qui che il problema si amplifica.. Il loop della distruzione. L’aumento della temperatura dell’acqua, infatti, è uno dei trigger che causano lo sbiancamento dei coralli: basta una crescita di 1-3 °C rispetto alle temperature medie estive per stressare la barriera fino a ucciderla. I coralli morti per sbiancamento, però, non sono diversi da quelli divorati dalla stella corona di spine: sono scheletri inorganici che vengono presto invasi dalle alghe. In queste condizioni, le larve di corona di spine possono prosperare: una barriera corallina “sbiancata”, quindi, può venire invasa da un’intera popolazione di questa stella, che aspetta pazientemente che le temperature si abbassino e i coralli comincino a “resuscitare” la barriera.
Divoratrici. A quel punto, i giovani sono pronti a crescere, e a diventare un branco di adulti che si divorano immediatamente i nuovi, coraggiosi coralli, impedendo alla barriera di rigenerarsi. Il caldo estremo, insomma, sta dando un vantaggio enorme alla stella corona di spine rispetto alle barriere coralline: c’è solo da sperare che non diventi incolmabile. .

 La stella corona di spine sopravvive a temperature molto alte nelle barriere coralline morte, aspettando il momento della loro rinascita per nutrirsi. Le barriere coralline di tutto il mondo sono a rischio sparizione a causa dei cambiamenti climatici. Sappiamo questa cosa ormai da anni, e sappiamo anche quali siano le principali cause di mortalità dei coralli: al primo posto c’è il bleaching o sbiancamento (del quale su questo sito parliamo da anni), al secondo l’effetto devastante dei cicloni. E al terzo c’è… una stella marina, la stella corona di spine (Acanthaster planci): lo rivela uno studio pubblicato su Global Change Biology che spiega come questa stella sia particolarmente resistente all’aumento delle temperature, e abbia un ciclo vitale che è perfetto per causare distruzione su larga scala nelle barriere coralline.
. Alghe e coralli. Quando è adulta, la stella corona di spine si nutre esclusivamente di coralli, divorandone le parti vive e lasciandosi alle spalle solo i loro scheletri mineralizzati. Quando è giovane, invece, la sua dieta è più varia, e soprattutto erbivora: il suo cibo preferito sono le piccole alghe che crescono sui coralli morti. Dovreste già intravedere dove sta il problema: facendo scorpacciata di coralli, gli adulti di stella corona di spine creano l’ambiente perfetto per la loro progenie, che a sua volta può attendere anche cinque o sei anni prima di crescere, nutrendosi nel frattempo delle alghe lasciate dai loro genitori.
. Non temono il caldo. Ma c’è un’altra caratteristica, verificata in laboratorio dal team della School of Life and Environmental Sciences di Sydney che ha pubblicato lo studio: gli esemplari giovani hanno un’altissima tolleranza al caldo. Ed è qui che il problema si amplifica.. Il loop della distruzione. L’aumento della temperatura dell’acqua, infatti, è uno dei trigger che causano lo sbiancamento dei coralli: basta una crescita di 1-3 °C rispetto alle temperature medie estive per stressare la barriera fino a ucciderla. I coralli morti per sbiancamento, però, non sono diversi da quelli divorati dalla stella corona di spine: sono scheletri inorganici che vengono presto invasi dalle alghe. In queste condizioni, le larve di corona di spine possono prosperare: una barriera corallina “sbiancata”, quindi, può venire invasa da un’intera popolazione di questa stella, che aspetta pazientemente che le temperature si abbassino e i coralli comincino a “resuscitare” la barriera.
Divoratrici. A quel punto, i giovani sono pronti a crescere, e a diventare un branco di adulti che si divorano immediatamente i nuovi, coraggiosi coralli, impedendo alla barriera di rigenerarsi. Il caldo estremo, insomma, sta dando un vantaggio enorme alla stella corona di spine rispetto alle barriere coralline: c’è solo da sperare che non diventi incolmabile. .