14 Giugno 2024

Italia, ristoratori senza personale: “Tra i giovani c’è chi rifiuta 63 mila euro in 63 anni!”

Roma – La scarsità di lavoro in Italia è il risultato di una serie di fattori, tra cui la lentezza delle riforme strutturali, la mancanza di competitività delle nostre imprese, la crisi economica e soprattutto il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, guerra che invece avrebbe creato tanti posti di lavoro in trincea. Purtroppo i giovani sono ancora sognatori e vorrebbero poter scegliere il proprio lavoro, invece di adeguarsi a ciò che chiede (per favore) il libero mercato.

In Italia il 25% della popolazione tra i 15 e i 34 anni è composta da NEET, cioè giovani che non studiano e non lavorano, ma sognano di fare gli influencer. Purtroppo Youtube, Instagram e TikTok non sono riusciti ad assorbirli tutti, quindi c’è l’assoluta urgenza di creare nuovi social network. I giovani italiani stanno soffrendo un aumento della disoccupazione o aumenta la disoccupazione perché i giovani non vogliono lavorare? La risposta è certamente la seconda, stando alle testimonianze di numerosi ristoratori del Bel Paese: “La colpa è della Meloni – sostiene Spartaco Negrieri, titolare di una storica trattoria romana – che da un lato fa una cosa giusta abolendo il Reddito di cittadinanza, ma poi se ne esce con l’Assegno d’inclusione e il Supporto per la formazione, in questo modo i giovani sfaticati non impareranno mai. La formazione è fatta di tanta gavetta, meglio se gratis che ti invoglia a imparare più velocemente. Altro grosso errore i bonus bebè e nido per il secondo figlio: così i ragazzi si illudono di potersi fare una famiglia. Questi giovani avidi scappano quando scoprono che lo stipendio lordo che offro, di 63.000 euro, lo avranno in 63 anni! Però gli avrei offerto anche la cena ogni sera, bevande escluse ovviamente“.

Ma non sono solo i ristoratori a lanciare l’allarme, anche altri imprenditori sono scontenti, come per esempio gli agricoltori: “I caporali rischiano il loro posto per colpa di giovani che non vogliono farsi sfruttare. E tutto questo baccano sull’immigrazione non ci aiuta con il ricambio del personale. Finirà che dovremo pagare gente più di 2€ all’ora per raccogliere i pomodori, ma non serve mica la laurea!“.

In seguito è il turno dei balneari: “Incredibile che i giovani non accettino turni di 16 ore e vogliano il giorno libero, quando poi hanno altri 9 mesi in cui li lasciamo a casa per riposarsi“.

Adesso si lamentano persino gli idraulici: “Da quando le donne lavorano ci sono sempre meno casalinghe sole in casa e questo lavoro non attrae più, nonostante la paga sia alta e l’evasione ancora di più“.

Non si fa attendere la risposta della politica: “Rivendico l’assoluta necessità dei bonus bebè – ha dichiarato Giorgia Melonici servirà rimpiazzare un’ampia fetta di popolazione dopo che avremo trascinato l’Italia nella Terza Guerra Mondiale“, spiega la premier in un fuorionda conservato in frigorifero da Antonio Ricci, per le proprie future manifestazioni di indipendenza.

Patrizio Smiraglia

L’articolo Italia, ristoratori senza personale: “Tra i giovani c’è chi rifiuta 63 mila euro in 63 anni!” proviene da Lercio.

 Roma – La scarsità di lavoro in Italia è il risultato di una serie di fattori, tra cui la lentezza delle riforme strutturali, la mancanza di competitività delle nostre imprese, la crisi economica e soprattutto il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, guerra che invece avrebbe creato tanti posti
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Roma – La scarsità di lavoro in Italia è il risultato di una serie di fattori, tra cui la lentezza delle riforme strutturali, la mancanza di competitività delle nostre imprese, la crisi economica e soprattutto il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, guerra che invece avrebbe creato tanti posti di lavoro in trincea. Purtroppo i giovani sono ancora sognatori e vorrebbero poter scegliere il proprio lavoro, invece di adeguarsi a ciò che chiede (per favore) il libero mercato.

In Italia il 25% della popolazione tra i 15 e i 34 anni è composta da NEET, cioè giovani che non studiano e non lavorano, ma sognano di fare gli influencer. Purtroppo Youtube, Instagram e TikTok non sono riusciti ad assorbirli tutti, quindi c’è l’assoluta urgenza di creare nuovi social network. I giovani italiani stanno soffrendo un aumento della disoccupazione o aumenta la disoccupazione perché i giovani non vogliono lavorare? La risposta è certamente la seconda, stando alle testimonianze di numerosi ristoratori del Bel Paese: “La colpa è della Meloni – sostiene Spartaco Negrieri, titolare di una storica trattoria romana – che da un lato fa una cosa giusta abolendo il Reddito di cittadinanza, ma poi se ne esce con l’Assegno d’inclusione e il Supporto per la formazione, in questo modo i giovani sfaticati non impareranno mai. La formazione è fatta di tanta gavetta, meglio se gratis che ti invoglia a imparare più velocemente. Altro grosso errore i bonus bebè e nido per il secondo figlio: così i ragazzi si illudono di potersi fare una famiglia. Questi giovani avidi scappano quando scoprono che lo stipendio lordo che offro, di 63.000 euro, lo avranno in 63 anni! Però gli avrei offerto anche la cena ogni sera, bevande escluse ovviamente“.

Ma non sono solo i ristoratori a lanciare l’allarme, anche altri imprenditori sono scontenti, come per esempio gli agricoltori: “I caporali rischiano il loro posto per colpa di giovani che non vogliono farsi sfruttare. E tutto questo baccano sull’immigrazione non ci aiuta con il ricambio del personale. Finirà che dovremo pagare gente più di 2€ all’ora per raccogliere i pomodori, ma non serve mica la laurea!“.

In seguito è il turno dei balneari: “Incredibile che i giovani non accettino turni di 16 ore e vogliano il giorno libero, quando poi hanno altri 9 mesi in cui li lasciamo a casa per riposarsi“.

Adesso si lamentano persino gli idraulici: “Da quando le donne lavorano ci sono sempre meno casalinghe sole in casa e questo lavoro non attrae più, nonostante la paga sia alta e l’evasione ancora di più“.

Non si fa attendere la risposta della politica: “Rivendico l’assoluta necessità dei bonus bebè – ha dichiarato Giorgia Melonici servirà rimpiazzare un’ampia fetta di popolazione dopo che avremo trascinato l’Italia nella Terza Guerra Mondiale“, spiega la premier in un fuorionda conservato in frigorifero da Antonio Ricci, per le proprie future manifestazioni di indipendenza.

Patrizio Smiraglia

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