5 Marzo 2024

Inquinamento e depressione post partum

A contribuire alla depressione post partum, oltre alle alterazioni ormonali, i cambiamenti fisici, la deprivazione di sonno e altri fattori noti, potrebbe esserci anche l’esposizione ad aria inquinata. Uno studio californiano che ha coinvolto oltre 340.000 partecipanti ha infatti trovato un’associazione tra il respirare alti livelli di smog in gravidanza e dopo il parto e un rischio aumentato di sviluppare depressione nelle neomamme. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Network Open.. Una cattiva aria. Un gruppo di scienziati dell’Università della California, Irvine, ha confrontato le medie mensili di alcuni agenti inquinanti (particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono troposferico, cioè presente negli strati bassi dell’atmosfera), con gli indirizzi di residenza di 340.679 donne diventate madri della California meridionale.
Il team ha trovato che l’esposizione ad ozono inquinante e a particolato atmosferico prima e dopo il parto era associata a livelli più elevati di rischio di contrarre depressione post partum. Non sono state invece trovate relazioni tra il respirare aria carica di biossidi d’azoto e questo disturbo dell’umore.. La depressione post partum è una delle più frequenti complicanze dopo la nascita e colpisce dal 10 al 20 per cento delle neomadri. Si manifesta con tristezza estrema, sbalzi di umore, mancanza di appetito, ansia e attacchi di panico, senso di inadeguatezza e senso di colpa verso il bambino, preoccupazione eccessiva o mancanza di interesse nei suoi confronti, e interferisce con la capacità delle donne di prendersi cura di sé stesse e del neonato.. Di quali sostanze parliamo? Il particolato atmosferico (come il PM10 e il PM2,5), il principale inquinante nelle aree urbane, è una miscela formata da particelle solide e liquide, derivate dai processi di combustione, di usura dell’asfalto, ma anche da fonti naturali, sospese in atmosfera. L’ozono troposferico (O3) è un inquinante secondario che si forma per la reazione di alcuni inquinanti con la radiazione solare; mentre il biossido di azoto (NO2) è un gas molto irritante per l’apparato respiratorio che deriva dai processi di combustione e dalla produzione di fertilizzanti azotati.. Una sorpresa? Non proprio. Anche se lo studio evidenzia una semplice associazione e non una relazione di causa-effetto tra la presenza di inquinanti nell’aria inalata dalle future madri e il rischio di sviluppare depressione dopo il parto, il possibile legame tra i due fattori è coerente con quanto dimostrato in precedenti studi.
L’inquinamento atmosferico può infatti contribuire all’insorgere di disturbi neuropsicologici e aggravare la salute mentale: tra le possibili spiegazioni ci sono l’infiammazione cronica, lo stress ossidativo e alcune disfunzioni neuroendocrine (cioè del sistema fisiologico che riguarda la secrezione di ormoni da parte di cellule del sistema nervoso) provocati dalle sostanze respirate.. Secondo i ricercatori, il messaggio importante che deve passare è che certi fattori di rischio come quello evidenziato dallo studio possono essere prevenuti. Interventi sugli inquinanti atmosferici potrebbero avere tra le altre cose ricadute positive sulla salute delle neomamme e dei loro bambini..

 L’esposizione ad alti livelli di smog prima e dopo il parto è associata a maggiori probabilità di ammalarsi di depressione per le neomamme. A contribuire alla depressione post partum, oltre alle alterazioni ormonali, i cambiamenti fisici, la deprivazione di sonno e altri fattori noti, potrebbe esserci anche l’esposizione ad aria inquinata. Uno studio californiano che ha coinvolto oltre 340.000 partecipanti ha infatti trovato un’associazione tra il respirare alti livelli di smog in gravidanza e dopo il parto e un rischio aumentato di sviluppare depressione nelle neomamme. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Network Open.. Una cattiva aria. Un gruppo di scienziati dell’Università della California, Irvine, ha confrontato le medie mensili di alcuni agenti inquinanti (particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono troposferico, cioè presente negli strati bassi dell’atmosfera), con gli indirizzi di residenza di 340.679 donne diventate madri della California meridionale.
Il team ha trovato che l’esposizione ad ozono inquinante e a particolato atmosferico prima e dopo il parto era associata a livelli più elevati di rischio di contrarre depressione post partum. Non sono state invece trovate relazioni tra il respirare aria carica di biossidi d’azoto e questo disturbo dell’umore.. La depressione post partum è una delle più frequenti complicanze dopo la nascita e colpisce dal 10 al 20 per cento delle neomadri. Si manifesta con tristezza estrema, sbalzi di umore, mancanza di appetito, ansia e attacchi di panico, senso di inadeguatezza e senso di colpa verso il bambino, preoccupazione eccessiva o mancanza di interesse nei suoi confronti, e interferisce con la capacità delle donne di prendersi cura di sé stesse e del neonato.. Di quali sostanze parliamo? Il particolato atmosferico (come il PM10 e il PM2,5), il principale inquinante nelle aree urbane, è una miscela formata da particelle solide e liquide, derivate dai processi di combustione, di usura dell’asfalto, ma anche da fonti naturali, sospese in atmosfera. L’ozono troposferico (O3) è un inquinante secondario che si forma per la reazione di alcuni inquinanti con la radiazione solare; mentre il biossido di azoto (NO2) è un gas molto irritante per l’apparato respiratorio che deriva dai processi di combustione e dalla produzione di fertilizzanti azotati.. Una sorpresa? Non proprio. Anche se lo studio evidenzia una semplice associazione e non una relazione di causa-effetto tra la presenza di inquinanti nell’aria inalata dalle future madri e il rischio di sviluppare depressione dopo il parto, il possibile legame tra i due fattori è coerente con quanto dimostrato in precedenti studi.
L’inquinamento atmosferico può infatti contribuire all’insorgere di disturbi neuropsicologici e aggravare la salute mentale: tra le possibili spiegazioni ci sono l’infiammazione cronica, lo stress ossidativo e alcune disfunzioni neuroendocrine (cioè del sistema fisiologico che riguarda la secrezione di ormoni da parte di cellule del sistema nervoso) provocati dalle sostanze respirate.. Secondo i ricercatori, il messaggio importante che deve passare è che certi fattori di rischio come quello evidenziato dallo studio possono essere prevenuti. Interventi sugli inquinanti atmosferici potrebbero avere tra le altre cose ricadute positive sulla salute delle neomamme e dei loro bambini..