Google cambia tutto per chi naviga in incognito: finalmente cambia tutto e si potrà essere davvero più liberi.
I comuni utenti della rete tendono a pensare che navigando in incognito non si lasci traccia del proprio passaggio attraverso i siti che si visitano. Il fatto che i siti visitati in modalità incognito, infatti, non compaiono nella cronologia dei siti visitati e, per questo, ci convinciamo del fatto che è semplicemente come se non li avessimo mai visitati.
Google cambia la navigazione in incognito – computer-idea.it
Le cose non stanno esattamente così. Che sul browser utilizzato dall’utente non venga memorizzato nulla dei file e dei dati scaricati dai siti navigati in incognito è vero, ma molti dei dati che il browser ha elaborato durante quelle sessioni di navigazione vengono memorizzati nei server del browser in questione.
Dal momento che Google Chrome è il browser più utilizzato al mondo, e che anche quando navighiamo in incognito tendiamo a utilizzare Google come motore di ricerca, è facile concludere che la maggior parte di questi dati vengono archiviati da Google.
Google cancella tutti i dati: cosa cambia per chi naviga in incognito
Proprio per questo motivo è Google ad essere stata presa di mira nel corso di un procedimento legale che si è recentemente tenuto in California e a seguito del quale Big G ha dovuto cambiare radicalmente il suo trattamento dei dati raccolti durante la navigazione in incognito.
Google sotto accusa – computer-idea.it
A seguito del processo “Brown contro Google”, l’azienda statunitense ha accettato di distruggere un’enorme quantità di dati raccolti durante la navigazione in incognito di milioni di utenti. La causa è stata intentata nel 2020 e ha visto Big G portata al banco degli imputati da alcuni utenti che accusavano l’azienda di monitorare illegalmente il loro comportamento on line mentre era attiva la funzione di navigazione in incognito.
Inoltre, a partire da ora, Google renderà noto in maniera più chiara come raccoglie i dati degli utenti che navigano in incognito e inoltre smetterà di salvare le sessioni. Vale la pena di specificare però che i dati raccolti in modalità navigazione in incognito non vengono associati agli utenti che eseguono la navigazione.
Google si limita a registrare, ad esempio, che un dato sito di contenuti per adulti è stato cercato 1 milione di volte nell’arco di un’ora attraverso il suo motore di ricerca, ma non registra (o almeno non dovrebbe) i dati degli account che hanno effettuato la ricerca. In pratica si tratta di registrare il comportamento di un milione di utenti che comunque restano anonimi.
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