I denti a sciabola, ossia canini superiori allungati, sono caratteristici di alcuni dei più feroci predatori mai esistiti, oggi estinti. Questa peculiarità morfologica ha affascinato generazioni di scienziati e appassionati in tutto il mondo.
Uno studio, a cui ha preso parte la Sapienza, rivela che esiste una continuità morfologica tra la specie estinta della tigre dai denti a sciabola, dotata di canini lunghi come zanne, e i suoi eredi moderni, ovvero i gatti domestici.
La ricerca spiega anche le ragioni dell’acquisizione e della rapida scomparsa di tale caratteristica. I risultati dello studio “Evolutionary patterns of cat-like carnivorans unveils drivers of the sabertoothed morphology” pubblicato sulla rivista Current Biology, forniscono nuove prospettive sull’evoluzione di alcune specie di predatori.
Esempio di variazione morfologica osservata nel cranio di felidi e nimravidi in cui sono comparate specie con canini corti (“denti conici”) ed altre dai lunghi denti a sciabola. © Narimane Chatar
Leoni, tigri e gatti domestici
La particolare caratteristica dei denti a sciabola è comune principalmente ad alcune specie, oggi tutte estinte, appartenenti a due gruppi:
i felidi (ossia la famiglia a cui appartengono leoni, tigri e gatti domestici)
i nimravidi, che sono completamente scomparsi.
Essendo presenti in organismi non strettamente imparentati tra loro, i denti a sciabola sono considerati il classico esempio di un fenomeno noto come “convergenza evolutiva”. Tuttavia, il meccanismo progressivo che ha permesso a questi gruppi distinti di riuscire ad acquisire i loro canini allungati resta da chiarire scientificamente.
Lo studio condotto da un team internazionale di biologi dell’evoluzione, a cui ha preso parte anche un ricercatore della Sapienza, con la partecipazione dell’Università della California – Berkeley e dell’Università di Liegi, ha raccolto dati morfologici cranio-mandibolari relativi a numerose specie attuali ed estinte mediante l’uso di scanner 3D e li ha analizzati con test statistici. In questo modo è stato possibile rivelare una continuità morfologica tra i piccoli felidi attuali e i loro antenati dai denti a sciabola, andando di fatto a confutare la teoria che ci fosse una netta separazione tra i due gruppi di specie.
Spiega Davide Tamagnini, del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin «La nostra ricerca conferma che l’acquisizione dei denti a sciabola sia stata favorevole nel breve termine, poiché ha conferito un grande vantaggio in termini di predazione, ma nel lungo termine ha esposto le specie con tali caratteristiche a maggiori rischi di estinzione (dovuti a carenza di grandi prede, impatto di repentini cambiamenti ambientali, ecc). Inoltre, le nostre analisi hanno chiarito che la chiave per l’acquisizione dei denti a sciabola risiede in un tasso evolutivo particolarmente rapido che caratterizza le prime fasi del cambiamento cranio-mandibolare delle specie».
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L’articolo La tigre dai denti a sciabola era un’antenata del gatto sembra essere il primo su La Rivista della Natura.
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