22 Aprile 2024

I (super)topi in cima alle Ande

Se un essere umano volesse scalare fino in cima ai vulcani delle Ande, un paesaggio che si trova oltre i 6.000 sul livello del mare e ha condizioni climatiche estreme, con pochissimo ossigeno a disposizione e l’assenza quasi totale di umidità, dovrebbe prepararsi per mesi – se non anni, e giunto a destinazione dovrebbe comunque levare le tende entro qualche ora. Le vette delle Ande sono talmente inospitali che vengono considerate il luogo più simile a Marte che ci sia sul pianeta. E allora, come mai un team della University of Nebraska ha trovato, sui vulcani della Puna de Atacama, tra Cile e Argentina, i cadaveri di una quarantina di topi mummificati? La loro sorprendente scoperta è stata documentata su Current Biology.. Cadaveri ad alta quota. Il plateau vulcanico della Puna de Atacama, che si trova oltre i 6.000 di altitudine a cavallo tra Cile e Argentina, è un luogo inospitale, dove la temperatura non sale mai sopra gli 0 °C, l’ossigeno scarseggia e soprattutto manca ogni forma di vita: chi si occupa di ecologia l’ha sempre considerato un paesaggio inabitabile per i mammiferi, e gli studi in zona si sono sempre concentrati sulla ricerca di microrganismi, o al massimo di piccoli insetti. Eppure, durante un’escursione sulla vetta del Volcán Salín, a 6.029 mslm, il team guidato dal biologo Jay Storz ha trovato, nei pressi di un mucchietto di rocce, il cadavere mummificato di un topo della specie Phyllotis vaccarum, che di solito vive ad altitudini più sopportabili. Ulteriori ricerche nell’area hanno rivelato un’altra quarantina di cadaveri di topi, e persino, sul vulcano Llullaillaco, un esemplare ancora vivo.
. Topi su Marte. Una mummia potrebbe essere un caso, come anche un singolo esemplare vivo (che potrebbe semplicemente essersi perso ed essere sul punto di morire). Ma quaranta topi cominciano ad assomigliare alla norma, soprattutto considerando che i cadaveri sono stati datati: alcuni si sono mummificati negli ultimi anni, altri sono più antichi, con uno in particolare che risale a 350 anni fa. Ci sono ottime ragioni, quindi, per pensare che questi topi riescano a vivere in maniera stabile sulla cima delle Ande, pur in condizioni climatiche estreme e in assenza di una fonte evidente di cibo. Ancora non sappiamo come facciano, e se abbiano adattamenti particolari: ulteriori studi sugli esemplari rinvenuti potranno forse svelarci come facciano questi topi a, per così dire, vivere su Marte..

 I cadaveri di diversi topi mummificati sono stati ritrovati in cima ai vulcani delle Ande, ad altitudini e in condizioni estreme. Se un essere umano volesse scalare fino in cima ai vulcani delle Ande, un paesaggio che si trova oltre i 6.000 sul livello del mare e ha condizioni climatiche estreme, con pochissimo ossigeno a disposizione e l’assenza quasi totale di umidità, dovrebbe prepararsi per mesi – se non anni, e giunto a destinazione dovrebbe comunque levare le tende entro qualche ora. Le vette delle Ande sono talmente inospitali che vengono considerate il luogo più simile a Marte che ci sia sul pianeta. E allora, come mai un team della University of Nebraska ha trovato, sui vulcani della Puna de Atacama, tra Cile e Argentina, i cadaveri di una quarantina di topi mummificati? La loro sorprendente scoperta è stata documentata su Current Biology.. Cadaveri ad alta quota. Il plateau vulcanico della Puna de Atacama, che si trova oltre i 6.000 di altitudine a cavallo tra Cile e Argentina, è un luogo inospitale, dove la temperatura non sale mai sopra gli 0 °C, l’ossigeno scarseggia e soprattutto manca ogni forma di vita: chi si occupa di ecologia l’ha sempre considerato un paesaggio inabitabile per i mammiferi, e gli studi in zona si sono sempre concentrati sulla ricerca di microrganismi, o al massimo di piccoli insetti. Eppure, durante un’escursione sulla vetta del Volcán Salín, a 6.029 mslm, il team guidato dal biologo Jay Storz ha trovato, nei pressi di un mucchietto di rocce, il cadavere mummificato di un topo della specie Phyllotis vaccarum, che di solito vive ad altitudini più sopportabili. Ulteriori ricerche nell’area hanno rivelato un’altra quarantina di cadaveri di topi, e persino, sul vulcano Llullaillaco, un esemplare ancora vivo.
. Topi su Marte. Una mummia potrebbe essere un caso, come anche un singolo esemplare vivo (che potrebbe semplicemente essersi perso ed essere sul punto di morire). Ma quaranta topi cominciano ad assomigliare alla norma, soprattutto considerando che i cadaveri sono stati datati: alcuni si sono mummificati negli ultimi anni, altri sono più antichi, con uno in particolare che risale a 350 anni fa. Ci sono ottime ragioni, quindi, per pensare che questi topi riescano a vivere in maniera stabile sulla cima delle Ande, pur in condizioni climatiche estreme e in assenza di una fonte evidente di cibo. Ancora non sappiamo come facciano, e se abbiano adattamenti particolari: ulteriori studi sugli esemplari rinvenuti potranno forse svelarci come facciano questi topi a, per così dire, vivere su Marte..