29 Maggio 2024

che ora sei

Il nostro orologio biologico interno è importantissimo. Non soltanto dirige tutte le funzioni dell’organismo, ma il fatto di non rispettarlo ci rende più deboli e vulnerabili a numerose patologie. Lo ha raccontato al pubblico di Focus Live Carolina Greco, ricercatrice dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas che da anni si occupa di ritmi circadiani e dei loro effetti sul nostro organismo.
Ma andiamo con ordine. I nostri processi fisiologici si ripetono seguendo un ciclo che dura poco più di 24 ore (24 ore e mezza), il ritmo circadiano. Si chiama circadiano proprio da “circa diem” che in latino significa, circa un giorno.
Il nostro corpo ha un suo minimo e un suo massimo di attività nell’arco delle 24 ore ed è fondamentale cercare di assecondare questo andamento, mangiando, facendo attività e andando a dormire nei momenti giusti, quando il nostro organismo si trova nelle situazioni migliori. Ma non sempre è possibile: la luce elettrica ci permette di allungare moltissimo le nostre giornate e di spostare alla sera e alla notte molte attività, come leggere, mangiare, etc, che per il nostro corpo sarebbe meglio fare quando c’è la luce. E non solo: lo stile di vita, il lavoro e la vita sociale, non sempre sono allineaati con il nostro orologio biologico.
Sembra una cosa da poco, ma se non assecondiamo questo ritmo naturale, il nostro organismo è come se andasse in tilt: inizia a funzionare meno bene del solito e diventa più vulnerabile a numerose patologie molto gravi, come l’obesità, il diabete e le malattie cardiache.
È quanto studia Carolina Greco nel suo centro di ricerca in Humanitas University. . Grazie al progresso delle biotecnologie, i ricercatori stanno scoprendo che per funzionare correttamente tutti i ritmi circadiani di tutti i tessuti e di tutti gli organi devono essere sincronizzati. Non solo, una patologia in un organo può alterare il funzionamento degli orologi in altri organi e quindi, a cascata, produrre scompensi e problemi in alte realtà del corpo.
Una migliore comprensione del modo in cui queste interazioni controllano i nostri ritmi circadiani potrebbe un giorno aiutarci ad affrontare le situazioni patologiche legate al metabolismo, tra cui le malattie cardiovascolari e il diabete. .

 Il ritmo del giorno e della notte, a cui il nostro organismo si è adattato in milioni di anni, condiziona le nostre attività più di quanto pensiamo. Lo ha raccontato Carolina Greco di Humanitas University a Focus Live 2023. Il nostro orologio biologico interno è importantissimo. Non soltanto dirige tutte le funzioni dell’organismo, ma il fatto di non rispettarlo ci rende più deboli e vulnerabili a numerose patologie. Lo ha raccontato al pubblico di Focus Live Carolina Greco, ricercatrice dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas che da anni si occupa di ritmi circadiani e dei loro effetti sul nostro organismo.
Ma andiamo con ordine. I nostri processi fisiologici si ripetono seguendo un ciclo che dura poco più di 24 ore (24 ore e mezza), il ritmo circadiano. Si chiama circadiano proprio da “circa diem” che in latino significa, circa un giorno.
Il nostro corpo ha un suo minimo e un suo massimo di attività nell’arco delle 24 ore ed è fondamentale cercare di assecondare questo andamento, mangiando, facendo attività e andando a dormire nei momenti giusti, quando il nostro organismo si trova nelle situazioni migliori. Ma non sempre è possibile: la luce elettrica ci permette di allungare moltissimo le nostre giornate e di spostare alla sera e alla notte molte attività, come leggere, mangiare, etc, che per il nostro corpo sarebbe meglio fare quando c’è la luce. E non solo: lo stile di vita, il lavoro e la vita sociale, non sempre sono allineaati con il nostro orologio biologico.
Sembra una cosa da poco, ma se non assecondiamo questo ritmo naturale, il nostro organismo è come se andasse in tilt: inizia a funzionare meno bene del solito e diventa più vulnerabile a numerose patologie molto gravi, come l’obesità, il diabete e le malattie cardiache.
È quanto studia Carolina Greco nel suo centro di ricerca in Humanitas University. . Grazie al progresso delle biotecnologie, i ricercatori stanno scoprendo che per funzionare correttamente tutti i ritmi circadiani di tutti i tessuti e di tutti gli organi devono essere sincronizzati. Non solo, una patologia in un organo può alterare il funzionamento degli orologi in altri organi e quindi, a cascata, produrre scompensi e problemi in alte realtà del corpo.
Una migliore comprensione del modo in cui queste interazioni controllano i nostri ritmi circadiani potrebbe un giorno aiutarci ad affrontare le situazioni patologiche legate al metabolismo, tra cui le malattie cardiovascolari e il diabete. .