Pubblicato il 03/06/2024
Due norme, una approvata di recente e una ancora in fase di approvazione, hanno scosso la comunità scientifica italiana. La prima è la modifica dell’articolo 110 del Codice dei dati personali, che (apparentemente) semplifica la raccolta di dati per la ricerca medica ma in realtà la limita e la rende meno gestibile; l’altra è l’articolo 8 del disegno di legge sull’AI che prevede, nel rispetto della normativa comunitaria, un regime generale di semplificazione per l’uso anche secondario dei dati necessari alla ricerca medica e non solo, dunque, di quelli relativi alla salute.
[[{“value”:”di Giuseppe Gennari
Pubblicato il 03/06/2024
La recente riforma dell’articolo 110 del Codice dei dati personali prometteva di sostenere la ricerca medico-scientifica, ma in realtà crea più problemi di quanti ne risolva. L’unica speranza, per la ricerca basata sui dati, è l’approvazione rapida del disegno di legge sull’AI.
DatiIntelligenza artificialeRicerca scientificaSaluteDue norme, una approvata di recente e una ancora in fase di approvazione, hanno scosso la comunità scientifica italiana. La prima è la modifica dell’articolo 110 del Codice dei dati personali, che (apparentemente) semplifica la raccolta di dati per la ricerca medica ma in realtà la limita e la rende meno gestibile; l’altra è l’articolo 8 del disegno di legge sull’AI che prevede, nel rispetto della normativa comunitaria, un regime generale di semplificazione per l’uso anche secondario dei dati necessari alla ricerca medica e non solo, dunque, di quelli relativi alla salute.”}]]

